Campo nomadi, Pasini (Lista Futura): "L'integrazione è una scelta obbligata"

Il consigliere comunale: "Questo iter procedurale è tracciato dall'Unione Europea dopo anni di studi e approfondimenti"

"Ci si può anche chiedere - prosegue il consigliere di Lista Futura - come avrebbe reagito l’opinione pubblica trent’anni fa se l’amministrazione dell’epoca avesse inserito nel bilancio la realizzazione di un’area di sosta. Sicuramente ci sarebbero state proteste simili alle attuali, ma oggi sarebbe più facile trovare una soluzione condivisa. In altre parole: se trent’anni fa il comune non avesse permesso che un parcheggio diventasse un campo nomadi abusivo (evitando così proteste riguardo all’intervento), oggi non sarebbe così difficile adeguarsi alla legge regionale. Qualcosa non ha funzionato: a Rimini doveva esserci per legge un’area di sosta. Oggi, invece, siamo chiamati a provvedere al superamento di una situazione non solo illegale in merito all’attuale normativa, ma addirittura rispetto alle normative di vent’anni fa. La realtà dei fatti ci spinge dunque ad attuare una politica sociale di medio-lungo termine che sia veramente efficace. Non mi sento di colpevolizzare totalmente le passate amministrazioni poiché, fino a poco tempo fa, non c’erano studi approfonditi “sullo stato di avanzamento” dell’integrazione di rom e sinti e quindi nemmeno direttive chiare sulla gestione del problema. Le difficoltà dunque ora sono tante".

"Non è semplice trovare una soluzione condivisa da tutti con l’opinione pubblica che manifesta molte perplessità. Vorrei comunque ribadire il concetto. Questo iter procedurale è tracciato dall’Unione Europea dopo anni di studi e approfondimenti. Il comune di Rimini aveva “dribblato” l’ex normativa italiana in modo forse troppo disinvolto: facendo finta di niente. Ci troviamo quindi oggi a dover rispettare una normativa europea, quando in passato si era persino evitato di applicarne una italiana. Non è il comune di Rimini a voler strafare: tutte le amministrazioni italiane (di qualsiasi colore politico) si stanno adeguando alla normativa vigente. Pensare di integrare i nomadi permettendo a molti nuclei familiari di rimanere uniti ma isolati dal resto del mondo è stata un’intuizione sbagliata. L’obiettivo è integrare queste persone nel nostro tessuto sociale, pur rispettandone le diversità, ponendo fine a questa situazione. L’integrazione di queste persone permetterà di dare una risposta positiva alle sollevazioni che provengono da chi contesta tale strategia d’inclusione sociale. La tendenza di rom e sinti a rimanere isolati, lo scetticismo diffuso nei loro confronti e l’assenza di una politica sociale nazionale ed europea efficace hanno aggravato la situazione. Dobbiamo cambiare strategia".

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