Centenario Fellini, Gnassi contro Zoccarato: "Tutto il mondo lo celebra, ma per il leghista erano soldi buttati"

Il sindaco di Rimini: "Quando si dice che la politica è tutta uguale... tutta uguale un corno! A Zoccarato l'insuccesso ha dato alla testa, parafrasando Flaiano"

Il sindaco di Rimini Andrea Gnassi apre dà idealmente il via alle celebrazioni felliniane del 2020 con un commento dedicato al consigliere della Lega Matteo Zoccarato che aveva manifestato il suo scettiscismo nei confronti delle celebrazioni per il maestro riminese.

"Con la Dolce Vita, Federico Fellini mette l’Italia al centro del mondo, allo stesso modo in cui i Beatles avrebbero messo la Gran Bretagna pochi anni dopo’. Questo è il quotidiano ‘The Guardian’ del 2 gennaio 2020. Segue di poche settimane Forbes (‘Il Rinascimento di Rimini grazie a Fellini’), New York Times, giornali e tv di tutto il mondo, tutto il panorama della stampa italiana, l’omaggio della Rai con il Concerto di inizio anno alla Fenice di Venezia e al successivo recital televisivo di Roberto Bolle. Gli ingressi e le file davanti al castello malatestiano nelle prime tre settimane di programmazione della mostra ‘Fellini 100 Genio Immortale’ sono motivo e effetto di un fatto innegabile: l’Italia torna a far notizia nel mondo grazie al nome, all’opera, all’eredità creativa e intellettuale di Federico Fellini. E Rimini è finalmente protagonista di questo processo di attrattività internazionale, come dimostrano (anche) i dati turistici del 2019 con un picco di arrivi e presenze proprio sul fronte estero. Ma… perché purtroppo in politica c’è sempre un ‘ma’…."

“Io vi dico quello che penso… senza alcuna polemica…e sia chiaro che fuori di qui mai, mai, mai lo sosterrò. Io non credo nel brand di Fellini e vi spiego anche il motivo…Mi sembra estremamente riduttivo investire gran parte delle nostre risorse su questa figura che a mio avviso, dal punto di vista del marketing, non tirerà…”.

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Quando si dice che la politica è tutta uguale, che destra e sinistra non fa differenza, bisognerebbe trasmettere a reti unificate (come il concerto della Fenice, come il recital di Bolle) la pillola dell’intervento che il consigliere della Lega Nord di Rimini, Matteo Zoccarato, ha voluto dedicare alla promozione di Federico Fellini durante la seduta dello scorso 17 dicembre. Un estratto lo avete potuto leggere qui sopra. La tesi di Zoccarato è la seguente: soldi buttati gli investimenti su mostra e Museo Fellini perché tanto non lo conosce nessuno o quasi. Conclusione logica: tra qualche anno, quando sarà chiaro il fallimento Fellini, qualcuno ne dovrà rispondere…. A chi o a che cosa non è dato sapere? Al tribunale del popolo, alla corte Suprema, allo stesso Zoccarato? Boh. L’anno 2019 si porta via con le sue ‘squisitezze’ anche queste dichiarazioni che comunque vengono buone per il voto alle regionali. Tutti uguali un corno! Questo intervento esemplifica meglio di tutti la differenza tra chi governa il presente con una visione del futuro e di chi definire miope è un eufemismo. C’è una precisa idea dell’Italia e del futuro del nostro Paese nei due modi di accostarsi all’eredità artistica, intellettuale e umana dei regista. Da una parte l’eccellenza di un Paese che si promuove nel mondo con il meglio che ha, dall’altra il vuoto (più di ignoranza di cose che di effettivo livore) di chi non sa e non vuole vedere nulla che non sia il proprio interesse spicciolo, al di là di ogni evidenza. La politica non è tutta uguale e ogni forza politica esprime la sua idea di futuro. L’unica giustificazione per il leghista Zoccarato è che, al momento dell’intervento,  avesse le idee un po’ confuse per la sonora bastonata presa dalla Lega di Rimini, totalmente snobbata dai vertici nazionali nella corsa alle candidature per le regionali. Parafrasando Ennio Flaiano potremmo commentare: ‘Zoccarato non è più lui, l’insuccesso gli ha dato alla testa’. Flaiano, lo storico sceneggiatore di Federico Fellini. E si torna sempre lì.
 

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