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Elezioni, Petitti mette sul piatto il lavoro del Pd contro una destra "vestita di rancore"

"In questi anni di governo l'Emilia Romagna è diventata l'area con gli indicatori economici, sanitari, sociali, culturali più elevati nel Paese"

"E’ stata una campagna lunga e durissima. Ma davvero bella ed entusiasmante - afferma Emma Petitti, candidata Pd alle elezioni del 26 gennaio - Penso che la cosa più importante sia stata la possibilità di presentare i fatti e le nostre proposte concrete per il futuro delle persone, famiglie e imprese che vivono e animano l’Emilia-Romagna. Questa lunga campagna elettorale, per mia esperienza diretta, si è svolta tutta lungo un sottile crinale". 

Petitti fa un'analisi di questi mesi spiegando le sue ragioni dell'appello al voto e i motivi per cui invita i cittadini a votare Pd, Bonaccini e a scrivere il suo nome accanto al simbolo. "Stefano Bonaccini, il PD, la coalizione che poteva andare nelle piazze, nelle fabbriche, nelle scuole presentando i risultati di 5 anni di governo che fa del’Emilia Romagna l’area con gli indicatori economici, sanitari, sociali, culturali più elevati nel Paese, e su questi configurare una visione del presente e del domani di crescita e di sviluppo senza lasciare indietro nessuno.  Il centrodestra invece, deliberatamente in assenza di candidato, ha svolto un solo copione: panzane e attacchi strumentali. Quanto accaduto negli ultimi giorni anche in provincia di Rimini, bugie e volgarità sparse a piene mani anche da chi ha ruoli istituzionali super partes, ne è perfetto esempio. Da una parte dunque chi vuole garantire e aumentare la crescita, il lavoro, il benessere, il welfare, i diritti; dall’altra il nulla vestito di rancore". 

"Negli ultimi due mesi ho partecipato a 40 iniziative pubbliche, a 60 incontri con associazioni, aziende e gruppi di cittadini e a numerosi mercati in ogni Comune della nostra provincia; ho incontrato donne, uomini, imprenditori, istituzioni; ho ascoltato, spiegato, ricevuto complimenti e critiche. Ma in ognuna delle tante persone che ho incontrato anche per pochi istanti ho captato un grande orgoglio, la consapevolezza che qui si vive meglio che altrove, la voglia di andare avanti per chi verrà dopo di noi, rimboccandosi le maniche e non facendo mai venire meno la solidarietà e l’altruismo. Pur in una fase molto complessa per l’Italia, per l’Europa, per il mondo, in Emilia-Romagna è ancora fortissima questa consapevolezza: la consapevolezza di chi vuole poche chiacchiere e non si lascia ingannare dalle bugie e dalla rabbia sparse a piene mani, di chi vuole capire e votare sulla base di ciò che gli viene proposto per la sua città, per il suo lavoro, per la sua scuola. Qui e solo qui, in Emilia Romagna.  Concludo. Questo non vuole essere un appello al voto. Questo è un bilancio di una campagna elettorale dura ma nello stesso tempo incoraggiante. Non ho risparmiato un’ora delle mie giornate negli ultimi due mesi senza informare e condividere: dal mio vicino di casa agli incontri in grandi spazi pubblici. Ho messo in evidenza i risultati e le ragioni per le quali occorre continuità di governo in questa Regione. Le ragioni in cui io mi sono riconosciuta, mi riconosco e mi riconoscerò sempre: l’uguaglianza, i territori, la partecipazione, il coraggio di scelte che maturano grazie al coinvolgimento di tutti".

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