Rimini maglia nera per la criminalità, l'attacco della Lega: "Da Gnassi solo giustificazioni"

Borgonzoni e Galli al vetriolo dopo la pubblicazione della classifica de IlSole24Ore, la senatrice del Carroccio: "A livello nazionale la maglia nera della criminalità va tutta a città governate dalla sinistra"

"Rimini continua a conservare il peggior biglietto da visita in tema di sicurezza. Sarà un caso ma a livello nazionale la maglia nera della criminalità va tutta a città governate dalla sinistra. E in questa triste graduatoria Rimini è al secondo posto". Così la senatrice della Lega Lucia Borgonzoni, candidata alla presidenza della Regione. Borgonzoni premette che "il lavoro delle forze dell'ordine è encomiabile e a loro va tutto il nostro rispetto e la nostra riconoscenza. Il problema è politico - dice la candidata presidente -: con 6 città emiliano romagnole governate dal Pd (o che all'epoca delle rilevazioni erano governate dal Pd) tra le prime venti maglia nera d'Italia, è chiaro che è una questione politica. Lassismo, tendenza a sottovalutare i rischi dell'immigrazione irregolare e buonismo, tipici della sinistra, sono le premesse peggiori per prevenire e contrastare il crimine. E a farne le spese sono i cittadini, la cui esigenza di sicurezza è troppo spesso bollata dal Pd come una semplice 'percezione'". "Le forze dell'ordine fanno un lavoro straordinario, ma l'amministrazione che fa? - si chiede il segretario provinciale della Lega di Rimini Bruno Galli -. Il problema è strutturale, sono infatti anni che Rimini è relagata a quella posizione. E nelle parole del sindaco Andrea Gnassi leggiamo più il tentativo di trovare delle fantomatiche giustificazioni che la piena volontà di risolvere i problemi mettendo sul tavolo proposte concrete per dare a Rimini e ai riminesi la sicurezza di cui hanno diritto. Il nostro splendido territorio merita di più".

"I dati sulla criminalità in Italia diffusi dal Sole24Ore confermano che anche questo anno Rimini é stabilmente al secondo posto, dopo Milano - ha dichiarato Marzio Pecci, capogruppo della Lega in consiglio comunale. - Questa posizione la conserviamo da qualche anno e per questo non possiamo condividere le ripetitive e superficiali dichiarazioni del Sindaco. La Lega,  da sempre, ritiene che la sicurezza del cittadino debba essere salvaguardata ad ogni costo ed i decreti sicurezza, approvati dal precedente Governo, per volere del Ministro degli interni, Matteo Salvini, ne sono la prova. L'analisi dei dati pubblicati ci fa dire che a Rimini il problema esiste da diversi anni e che l'Amministrazione Comunale non fa nulla per risolverlo: il modus comportandi è in perfetto stile riminese "non muovere niente" perché il problema "si risolve da solo"".

"In risposta alle dichiarazioni del Sindaco diciamo che non ci piace la polemica e non siamo distratti - prosegue Pecci. - Noi crediamo che, a Rimini, la legalità vada ripristinata. Poi ancora occorre che la Polizia Municipale, previa revisione dell'organico, venga impiegata più per la sicurezza della città piuttosto che impegnarsi per le contestazioni delle sanzioni al codice della strada. Occorre inoltre un maggiore controllo contro l'abusivismo commerciale, sia ambulante che stabile, perché non è solo un fenomeno stagionale e ad esso è legato il traffico del riciclaggio di denaro e delle altre attività criminali. Per uscire dalla graduatoria, che degrada l'immagine di Rimini occorre che il Sindaco si faccia promotore di un progetto di sicurezza della città che coinvolga i vertici delle forze dell'Ordine, la Prefettura e il Ministero degli Interni.
Occorre poi creare un osservatorio per il monitoraggio dei passaggi di proprietà delle attività commerciali e delle aziende del territorio. Le dichiarazioni ripetitve del Sindaco, fino ad oggi, non hanno portato a nessuna soluzione. Per risolvere i problemi ci vuole solo senso dell'istituzione e grande impegno nel voler risolvere i prblemi".

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