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Mauro all'attacco della Lisi: "Basta buonismo in salsa progressista"

La querelle sui lavori socialmente utili che chi si trova in attesa della richiesta di asilo dovrebbe compiere

"Le decine di migliaia di profughi in attesa di richiesta di asilo, e i circa 650  presenti nel Comune di Rimini dovrebbero  obbligatoriamente svolgere almeno sei ore giornaliere di lavori socialmente utili per contribuire alle spese di vitto, alloggio, cure mediche e assistenza sociale sostenute dalla Stato Italiano. Ci auguriamo  che il nuovo Ministro dell'Interno a differenza del suo opaco e inconcludente  predecessore intervenga in tale senso in modo chiaro e definitivo". A sostenerlo è il consigliere comunale di Uniti si Vince, Gennaro Mauro, che allo stesso tempo contesta quanto dichiarato dal vice sindaco Gloria Lisi. Secondo l'esponente della maggioranza, infatti, a Rimini sarebbe stata già portata avanti la sperimentazione dei lavori socialmente utili per gli stranieri.

"Altro che sistemare il verde in qualche asilo nido - attacca Mauro. - A Rimini le sperimentazioni di progetti all'interno dei ci.vi.vo. tanto sbandierati da questa amministrazione comunale sono ben altra cosa, si tratta di impieghi sporadici e disorganici fatti su base volontaria che vedono il coinvolgimento di poche persone. Ma davvero pulire i giardini di qualche scuola comunale per qualche ora al mese significa far sentire utili e integrate i profughi assegnati sul nostro territorio comunale? La quasi totalità dei profughi vaga per le strade cittadine o bivacca all'interno della propria residenza in un "dolce far nulla". Vivono in una condizione che non consente alcuna integrazione ammesso che la cerchino". 

"Basta buonismo in salsa progressista - conclude il consigliere comunale - che a Rimini è rappresentata degnamente dall'amministrazione Gnassi. In tanti anni di governo della città le amministrazioni di centrosinistra non hanno fatto nulla per integrare gli extracomunitari residenti, hanno consentito il sorgere di quartieri ghetto, e adesso voglio rappresentare una sensibilità che non hanno. Le amministrazioni comunali non possono dirottare risorse economiche a favore dei richiedenti asilo, sono tantissimi i cittadini residenti in Italia che vivono sotto la soglia di povertà e che necessitano di sussidi economici. Impiegare i profughi in lavori socialmente utili significa dare loro una dignità e un senso alla loro esistenza contribuirà costruire un vero percorso di integrazione con i riminesi senza gravare sulla collettività".


 

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