Scintille in Consiglio Comunale sullo smantellamento del campo nomadi

Il vice sindaco, Gloria Lisi, fautrice del progetto, interrotta dai fischi e dalle urla del numeroso pubblico

Un Consiglio Comunale affollato quello che, a Rimini, ha visto approdare in aula la spinosa questione delle micro aree per i nomadi. Una seduta apposita, quella chiesta dalla minoranza, per fare il punto della situazione e che ha visto oltre 200 riminesi prendere posto nell'area riservata al pubblico e che, in alcuni momenti, ha applaudito i consiglieri del centro destra che contestano le scelte dell'Amministrazione. Di contro, invece, si sono scatenati contro la relazione del vice sindaco, Gloria Lisi, fautrice dello smantellamento del campo nomadi di via Islanda a favore di insediamenti più piccoli per i nuclei familiari. Il primo a prendere la parola è stato il consigliere Gioenzo Renzi (Fratelli d'Italia) che è stato il primo firmatario per la richiesta di un Consiglio Comunale a tema con il preciso scopo di "discutere e fare chiarezza".

Nel campo nomadi di via Islanda, ha spiegato, si è "assistito al fallimento dell'autogestione". Per questo i cittadini sono preoccupati, nonostante la "compostezza" del loro no. Matteo Zoccarato della Lega Nord ha ribadito, illustrando la sua mozione, che "trattiamo l'argomento, che non era nel programma di mandato, per merito dell'opposizione" sottolineando come "la notizia degli intenti della Giunta sia arrivata dopo le elezioni e senza che nessuno, prima, ne avesse mai parlato". Sul progetto, aggiunge, "ogni settimana c'è una lotteria sulle microaree", mentre l'Amministrazione "tira diritto a colpi di minacce, querele e segnalazioni". Invece l'unica strada, infiamma il pubblico, "è fare un passo indietro". Il capogruppo Marzio Pecci stigmatizza che "nessuno ci informa. Ogni decisione è presa nel chiuso di una stanza". Chiede il ritiro della delibera anche Nicola Marcello di Forza Italia, sottolineando come siano stati fatti dalla maggioranza "errori di metodo, merito e di tempi". La spesa sarà almeno di 500mila euro, prosegue, ma "speriamo che le microaree, ora 10-12, non si facciano mai". 

Piccata la risposta del vice sindaco, Gloria Lisi, che non ha mancato di suscitare la rumorsa disapprovazione del pubblico presente. "Siamo qui per risolvere il problema e riportare la legalità in via Islanda", ha esordito la promotrice del progetto per poi addentrarsi sulla questione nomadi ottenendo urla e fischi dai cittadini che assistevano che, più volte, hanno interrotto il suo discorso. La Lisi ha spiegato che si tratta di "45 persone iscritte all'anagrafe riminese su 9.000 che seguiamo. Nel campo c'è una situazione di pericolo, ci sono 13 bambini e cinque malati gravi. Dobbiamo difendere i diritti di tutti". Ogni progetto abitativo, sottolinea, "sarà calibrato sulle famiglie", comunque, ammette, "le aree non sono ancora state definite e non è possibile una stima di massima sulla spesa". I nuclei si sono ridotti da 11 a sette e se "l'atto non è obbligatorio, è necessario". Nelle aree al massimo per 15 persone i costi saranno a carico degli utilizzatori che dovranno informare sugli ospiti. Ci saranno "controlli periodici" e l'obbligo di frequentare le scuole. L'obiettivo, conclude, è "portare autonomia per le famiglie e promuovere il benessere". 

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