L’opposizione chiede una maggiore illuminazione e più telecamere

I commercianti lamentano esasperati: "Da anni prostitute e pallinari sono sempre quelli"

Dal potenziamento della rete di telecamere su tutto il territorio a una maggiore illuminazione dei 15 chilometri di spiaggia. Ripartita ufficialmente l'attività politica Rimini, dopo i tragici stupri di fine agosto scorso ripresi dalle principali testate nazionali e internazionali, si interroga su come garantire a residenti e turisti la sicurezza necessaria. Se ne discute questo pomeriggio in commissione, con ospite un commerciante di Marina Cento, Patrizio Giavoli, i vertici della Polizia municipale e i rappresentanti dei bagnini. "Da anni prostitute e pallinari sono sempre quelli", lamenta Giavoli, che in particolare con gli abusi dei minimarket ha intrapreso una battaglia personale a suon di telefonate alle forze dell'ordine, esposti e segnalazioni alle prime forze dell'ordine che vede passare.

Una battaglia che dati i risultati lo vedrà presto abbandonare il campo, vuoi anche per le minacce e insulti che riceve. La Lega Nord, il "nuovo sportello dell'assessorato alla Sicurezza" sta dalla sua parte, sottolinea il consigliere Matteo Zoccarato: "Il problema è forte, il cittadino non si sente sicuro e chi delinque sente che a Rimini può avere un certo tipo di vita". Pure i richiedenti asilo creano degrado, prosegue, e le cooperative che li gestiscono e se li perdono andrebbero multate. Dal Comune, conclude il leghista, serve "un messaggio chiaro che risolverebbe al 50% il problema". Il collega di Forza Italia Carlo Rufo Spina stigmatizza "l'impotenza di fronte al dilagare dei criminali e della concorrenza sleale", come dimostrano anche i "due luoghi di culto islamici non autorizzati", chiedendo di "tappezzare la spiaggia di telecamere".

Diverse proposte arrivano da Gioenzo Renzi di Fratelli d'Italia, dal nucleo di polizia amministrativa a quelli cinofili contro lo spaccio dilagante"; da una "rete organica di videosorveglianza e illuminazione della spiaggia" a un "ufficio Sicurezza che raccolga le segnalazioni dei cittadini". Luigi Camporesi di Obiettivo civico segnala come il rischio sia "elevatissimo" anche per l'allarme terrorismo per cui servirebbe un servizio di sicurezza in ogni bagno. Non troppo entusiasta del "grande fratello" Simone Bertozzi del Partito democratico. Ci sono 4.000 stupri in Italia, ragiona, "il problema è una subcultura maschilista", più dell'immigrazione. Sul fronte degli occhi elettronici sono stati deliberati 250.000 euro per l'acqusito di 30 telecamere qualche mese fa. Quello che serve, conclude, è un "patto per rendere la spiaggia più fruibile e anche i bagnini devono fare sistema".
(Agenzia Dire)

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