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Risoluzione di alcuni partiti: “Montecopiolo e Sassofeltrio in Emilia Romagna”

L’Assemblea legislativa dia parere favorevole all’aggregazione dei Comuni di Montecopiolo e Sassofeltrio, oggi in provincia di Pesaro-Urbino, alla regione Emilia-Romagna, a fronte dell’esito dei due referendum

L’Assemblea legislativa dia parere favorevole all’aggregazione dei Comuni di Montecopiolo e Sassofeltrio, oggi in provincia di Pesaro-Urbino, alla regione Emilia-Romagna, a fronte dell’esito dei due referendum, svoltisi il 24-25 giugno 2007, che vide le popolazioni locali esprimere “chiaramente” la volontà di staccarsi dalla regione Marche.

Lo chiede una risoluzione sottoscritta da Marco Lombardi (Pdl), Andrea Defranceschi (Mov5stelle), Manes Bernardini (Lega nord), Silvia Noè (Udc) e Liana Barbati (Idv), in cui si rileva che questa aggregazione, a differenza di quanto avvenuto per gli altri sette Comuni della Valmarecchia, passati dalle Marche all’Emilia-Romagna e oggi compresi nell’area riminese, non comporterebbe alcuna problematica amministrativa, visto che in quei territori comunali non insistono scuole, ospedali, caserme o altri beni pubblici da trasferire da una regione all’altra.

Già nel settembre 2007 - si legge nel testo - l’allora ministro per gli Affari regionali chiese alle due Regioni di esprimere il parere previsto dall’art.132 della Costituzione, successivamente - ricordano i firmatari - sono stati depositati in Parlamento vari progetti di legge sul distacco dei due Comuni e la stessa Corte costituzionale ha affermato che lo “speciale procedimento” previsto dal citato articolo costituzionale ”si articola in due fasi, la prima delle quali si realizza con l’espletamento del referendum popolare e con l’espressione dei pareri delle Regioni interessate, mentre la seconda fase ha inizio con la presentazione del disegno di legge che prevede il distacco”.


I consiglieri sostengono infine che il “comportamento di leale collaborazione tra istituzioni della Repubblica” e “il fondamentale rispetto che merita la volontà popolare, quando si esprima in maniera formale secondo procedure addirittura di origine costituzionale,” impongono alla Regione Emilia-Romagna di pronunciarsi sulla richiesta di aggregazione dei due Comuni marchigiani.

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