Mercoledì, 22 Settembre 2021
Politica

Sadegholvaad-Bellini all'attacco di Salvini: "Sulla sicurezza ha un debito con la città di Rimini"

Il candidato sindaco e la sua vice attaccano l'ex ministro dell'Interno "colpevole" di "aver stracciato l'accordo sulla nuova Questura", Tonelli contrattacca: "Sono sconcertato dalle sue parole, ma non stupito, per una lettera che ha alla base una disonestà intellettuale"

La visita a Rimini di Matteo Salvini, atteso lunedì in città per un’iniziativa a sostegno della coalizione di centrodestra e del candidato Ceccarelli, è stata la scintilla che ha innescato una serie di polemiche. I primi a lanciare il sasso sono stati Jamil Sadegholvvad e Chiara Bellini, rispettivamente candidati sindaco e vice-sindaco per il centro sinistra, che in una lettera aperta hanno accusato l'ex ministro del'Interno di non aver mantenuto le promesse sulla sicurezza fatte alla città. "Lei ha un debito con tutti i cittadini che qui vi abitano - scrivono Sadegholvaad e Bellini. - Provi a fare mente locale. Nel 2018, appena insediato sulla poltrona di Ministro dell’Interno, non ebbe alcuna remora nello stracciare l’accordo ufficiale, sottoscritto l'anno precedente dal suo predecessore Minniti e dalla Prefettura di Rimini, che avrebbe messo fine allo scandalo di Stato della nuova Questura di Rimini, dando finalmente una casa efficiente e mezzi adeguati alle forze dell'ordine che qui, ogni anno da decenni, fanno i miracoli per supplire ai deficit e alle dimenticanze nazionali in ordine alla sicurezza. Quella sua mossa arrogante - fatta non si sa perché, non si sa per chi - ha fatto perdere a questa comunità, alla provincia di Rimini, almeno tre anni. Tre anni in cui polizia, carabinieri, guardia di finanza avrebbero finalmente avuto risposta alle loro reiterate richieste, potendo concentrarsi serenamente al lavoro sul campo. In più, Onorevole Salvini, Lei non ha mosso (e, per la verità, non lo ha fatto chi è venuto prima e dopo di Lei) un dito per adeguare la classificazione della Questura di Rimini a una realtà territoriale che, al di là dei suoi 350 mila residenti formali, conta ogni anno su 16 milioni di presenze turistiche e almeno un'altra decina di cosiddetti escursionisti".

"Se poi, nella sua visita in città - attaccano i candidati del centrosinistra - Lei dovesse mai accennare a ordine pubblico, sicurezza, ricordi gentilmente a tutti quello che ha fatto e soprattutto quello che non ha fatto per Rimini, quando aveva il ruolo e le possibilità di legge per farlo. E magari dia anche un consiglio a sindaci della sua area politica che, anche di recente, per giustificare uno stato precario sull'ordine pubblico nel proprio territorio, hanno pensato bene di scaricare la colpa su altri Comuni e sulle forze dell'ordine che quotidianamente vi operano con impegno e grande spirito di abnegazione".

Ad intervenire in difesa di Salvini è stato l'onorevole leghista e già segretario generale del Sindacato Autonomo di Polizia, Gianni Tonelli, che alle accuse mosse da Sadegholvaad e Bellini replica: "Ritengo il candidato sindaco molto carente e non aggiornato sulla situazione. Sono sconcertato dalle sue parole, ma non stupito, per una lettera che ha alla base una disonestà intellettuale. Noi siamo per il confronto, perchè tutte le idee per migliorare possono essere buone, ma alla base ci devono essere i fatti dimostrabili e non distorti. Voglio ricordare a Sadegholvaad che per le Questure non ci sono più le categorie, in quanto è cambiata la normativa, e che comunque quella di Rimini è salita di classe con un aumento del personale di 101 unità di cui, 70, già in forza alla polizia di Stato. A questo si aggiunge che il personale aggregato, prossimamente, entrerà pienamente nell'organico stabile".

"Al candidato sindaco - prosegue Tonelli - voglio anche ricordare che la giunta di cui fa parte ha tenuto bloccata la Cittadella della sicurezza di via Bassi per 15 anni per interessi di speculazione edilizia. La nuova Questura di piazzale Bornaccini, poi, è stata sbloccata durante la gestione di Salvini al Ministero dell'Interno e adesso quell'edificio è adeguato alle esigenze della polizia di Stato anche se, per essere franchi, qualche edificio in più a disposizione non farebbe male. Sul fronte della sicurezza, poi, mi chiedo come mai Sadegholvaad lo scorso febbraio nel periodo del Governo Conte-bis sostenuto dalla sinistra non abbia sollevato la polemica sul mancato invio dei rinforzi estivi nell città vacanziere. Come mai non ha sollevato obbiezioni alla circolare dell'ex capo della polizia Gabrielli sulla mancata apertura dei posti estivi? Mi preme ricordargli che solo col governo Draghi, sostenuto dalla Lega, il sottosegretario Molteni è riuscito ad ottenere l'invio di 54 agenti da suddividere tra Riccione e Bellaria".

"Perchè - incalza Tonelli - il candidato sindaco non ha espresso il suo dissenso sulla spending review della riforma Madia, sostenuta sempre dalla sinistra, sul blocco delle assunzioni per le forze dell'ordine? Allo stesso tempo vorrei ricordargli come il suo partito ha permesso e continua a permettere l'arrivo di migranti sulle nostre coste che sono i responsabili dell'attuale crisi della sicurezza che stiamo vivendo. Da ultimo, poi, mi permetto di far notare a Sadegholvaad assessore alla Sicurezza di Rimini come abbia gestito il sotto organico della polizia Locale. E' sotto questi profili che vorrei un confronto e, io per primo, sono pronto ad affrontarli ma prima di tutto bisognerebbe essere competenti della materia e non raccontare panzane che gli atti smentiscono".

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