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Sadegholvaad e Bellini: "Draghi deve avviare un riordino nazionale del settore balneare"

Rimini parte attiva di un chiarimento a livello nazionale che sblocchi l’impasse burocratico nel settore balneare che rallenta tutti gli attori coinvolti

"Così non si può andare avanti: chiediamo al premier Draghi di prendere in mano un riordino del settore balneare, ma già da ora c'è la disponibilità a partecipare con le proprie competenze e esperienze a un auspicabile tavolo tecnico Stato, Regioni, Enti locali, capace di proporre quelle soluzioni vere, concrete, applicabili che finalmente sblocchino il settore", dichiarano Jamil Sadegholvaad e Chiara Bellini, rispettivamente candidato sindaco e candidata vice sindaco nela lista di centro sinistra.

La materia è controversa, e riguarda tutto il sistema di norme che ruota attorno al settore balneare che nelle località turistiche rappresenta un settore economico importante per le istituzioni e gli operatori: “Da una parte c’è un Comune - Rimini - che investe milioni di euro in un'opera come il Parco del Mare che, rigenerando e rinaturalizzando il waterfront, proietta la città in una dimensione internazionale di massima competitività turistica. Dall’altra c’è l’inceppamento tra Parlamento e Giustizia Italiana che lega le mani ai Comuni e soprattutto agli operatori balneari del Paese, impedendo la necessaria seconda fase del processo, quella degli investimenti dei privati gestori sulla spiaggia.  La storia ‘all’italiana’ delle concessioni balneari da troppo tempo blocca investimenti e competitività del sistema turistico nazionale. Se l'Articolo 1, comma 683 della legge di Bilancio 2019 (confermato nel decreto Rilancio) estende le concessioni demaniali adottate prima del 31 dicembre 2009 sino al 2033, i vari livelli giudiziari approvano o bocciano senza soluzione di continuità quella stessa legge dello Stato, con il solo risultato di gettare il settore nel caos", osservano Sadegholvaad e Bellini.

Secondo i candidati "gli orientamenti dei vari organi istituzionali italiani offrono un quadro di interpretazioni diverse e a volte configgenti, in cui è difficile per le amministrazioni locali districarsi. In buona sostanza, il dirigente comunale che applichi o non applichi la legge italiana si trova ‘equamente’ a rischio di finire in tribunale per omissione d'atti d'ufficio o per abuso d'atti d'ufficio".

In tutto questo c'è un settore strategico per l’industria turistica italiana che deve fare i conti con diverse norme che rallentano gli investimenti e che "non può procedere a quegli interventi e ammodernamenti che, nella fase post Covid, sono indispensabili per reggere l'urto della concorrenza internazionale", attaccano Sadegholvaad e Bellini facendo riferimento proprio alla città di Rimini "che ha orientato un bel pezzo del proprio futuro sugli interventi di riqualificazione radicale fatti sul fronte spiaggia, e cioè sul lungomare. Abbiamo assolutamente bisogno di quelle certezze che diano agli operatori la possibilità di elevare il grado di servizi e opportunità per i clienti, in linea con la meravigliosa qualità estetica e funzionale di un lungomare che non è più un’autostrada di smog e traffico a due passi dalla riva. Una situazione ancora più urgente e delicata visto che, nei prossimi mesi, il Comune di Rimini aprirà il dibattito sulla proposta di nuova organizzazione dell'arenile, con il nuovo piano spiaggia".  


"È dunque già tempo di pensare al domani. E il domani di Rimini passa anche dall’arenile. Centinaia di imprese aspettano una legge di riordino che privilegi certamente le caratteristiche gestionali storiche rappresentate dalle nostre micro e piccole imprese, che garantisca la pluralità delle aziende: perché i monopoli, anche in spiaggia, non sono una tutela né per i consumatori né per un'economia sana", conclude la nota congiunta di Sadegholvaad e Bellini.

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