San clemente, approvato il decalogo anti inceneritore senza il voto favorevole di Rifondazione

Le associazioni firmatarie del documento ambientalista sono Ambiente & Salute Riccione, WWF Rimini, Legambiente Santarcangelo, Rigas Rimini, Comitati Sant'Andrea Besanigo, Cerasolo Ausa Rimini Up Town, Santa Giustina

Nota - Questo comunicato è stato pubblicato integralmente come contributo esterno. Questo contenuto non è pertanto un articolo prodotto dalla redazione di RiminiToday

Approvazione del decalogo anti inceneritore con sorpresa finale, quella avvenuta lunedi sera nel piccolo parlamentino di San Clemente. Nonostante le buone premesse introduttive dell'Assessore Ambiente Fabio D'Erasmo (Pd) che lo ha proposto come odg all'aula consigliare dopo averlo condiviso con le esponenti del M5S Sabrina Casamenti e Fulvia Roselli, a impedirne l'approvazione all'unanimità (cosa invece avvenuta i mesi scorsi a Coriano, Cattolica, Misano e Riccione) è stato il consigliere di Rifondazione Comunista Corrado Gaia. Lasciando tutti di stucco, l'anziano consigliere comunista che siede nei banchi dell'opposizione, ha attaccato la scelta dell'Assessore D'Erasmo di destinare i 30mila euro annui (periodo 2014-2017) che il suo Comune si vede da ora riconosciuti da Atersir per il disagio ambientale creato dall'inceneritore di Raibano. Tali soldi, ricordiamo vengono elargiti da Hera attraverso Atersir per ripagare le popolazioni che vivono nei paraggi, dal "disturbo" che l'impianto crea con le sue polveri, il traffico camion, lo smog acustico ed atmosferico. Il Comune maggiormente beneficiario è quello di Coriano che incassa annualmente circa 600mila euro, seguito a ruota da Misano e Riccione con 150/200 mila euro a testa, poi Rimini con circa 50/80mila euro e infine appunto San Clemente. "Riteniamo importante investire prioritariamente la nostra quota di indennità nel verde pubblico con un progetto di parco e percorso naturalistico, composti da alberature autoctone, di ottima qualità e discreta dimensione" ha dichiarato soddisfatto l'assessore D'Erasmo ad apertura di seduta consigliare.

" Progetto elaborato da esperte naturaliste e da subito esecutivo" ha poi aggiunto. E questo in linea con quanto previsto dalle 8 associazioni firmatarie del decalogo anti inceneritore, di cui capofila Ambiente & Salute Riccione, sulla necessità di creare un'area verde cuscinetto attorno all'impianto di Raibano (identificata dagli altri comuni tra i 600 ed i 1500 mt di ampiezza). "Non capisco la necessità di investire in alberi per proteggersi dalle diossine che cadono dall'alto e comunque finiscono a terra - ha sorprendentemente ribattuto l'anziano consigliere di Rifondazione Corrado Gaia - Qui servono strade, no alberi inutili!". Gaia è rimasto indifferente anche ai tre emendamenti proposti dal M5S ad integrazione dell'odg portato da D'Erasmo, ed approvati dalla maggioranza previo sospensione della seduta, riguardanti la possibilità di affidare i controlli delle ricadute delle diossine sui terreni anche ad enti indipendenti oltre quelli istituzionali (Arpa/Asl), la certificazione dei rifiuti speciali, la possibilità di accedere ai dati sulle patologie che possono essere causate dall'inceneritore. Il decalogo è stato dunque approvato con il voto favorevole della maggioranza, del movimento 5Stelle e del consigliere centro destra Alfonso Scala, con il voto contrario di Rifondazione Comunista.

Le associazioni firmatarie del documento ambientalista sono Ambiente & Salute Riccione, WWF Rimini, Legambiente Santarcangelo, Rigas Rimini, Comitati Sant'Andrea Besanigo, Cerasolo Ausa Rimini Up Town, Santa Giustina

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