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San Patrignano, Lega: "Dalle dichiarazioni di Emma Petitti emerge ambiguità"

“In quaranta anni migliaia di giovani si sono potuti liberare da una schiavitù senza vie d’uscita grazie ai valori su cui è stata fondata e ha continuato a vivere San Patrignano"

“L’ambiguo cerchiobottismo dell’aspirante sindaco di Rimini Emma Petitti emerge con forza nelle dichiarazioni rilasciate nei giorni scorsi su San Patrignano. Evidente da che parte stia Petitti. Non certo da quella della comunità creata da Vincenzo Muccioli, unica realtà pionieristica in Italia negli anni ‘80 del secolo scorso ad affrontare il cancro delle dipendenze che dilagavano tra i giovani. Di fronte alle perplessità bipartisan nei confronti della docu-serie di Netflix sulla Comunità riminese, emerge una Petitti che, al contrario, loda il docufilm e anzi pone l’accento sulle critiche al fondatore di San Patrignano e ai metodi utilizzati per salvare i ragazzi dall’abisso della tossicodipendenza”. Così in una nota i parlamentari della Lega Jacopo Morrone e Elena Raffaelli.

“In quaranta anni migliaia di giovani si sono potuti liberare da una schiavitù senza vie d’uscita grazie ai valori su cui è stata fondata e ha continuato a vivere San Patrignano, eppure Petitti non ne riconosce i meriti ‘speciali’, ma la mette in fila con altre esperienze, certamente lodevoli, ma senza la medesima storia della Comunità fondata da Muccioli, che ha avuto anche il merito, fin dalla sua creazione, di denunciare senza mezze misure il dramma sociale della droga davanti all’inerzia delle Istituzioni e dell’opinione pubblica. Petitti, ovviamente, è libera di pensarla come crede, ma non convince un esponente delle Istituzioni che si barcamena tra due posizioni antitetiche, facendo tuttavia prevalere un’interpretazione ideologica degli eventi e una fallimentare e irresponsabile visione permissiva che evita di affrontare pragmaticamente il quadro sempre più grave delle dipendenze fra i giovani. Vogliamo solo citare alcuni dei dati più recenti: 660 mila studenti che hanno fatto uso di sostanze illegali psicoattive nel 2019 e 373 decessi per intossicazione acuta da sostanze stupefacenti nel medesimo anno, in aumento rispetto ai 336 del 2018. Ma forse per certa politica questo non è fra i problemi prioritari”.

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