Sanità, "medici e dipendenti Ausl? Un patrimonio pubblico"

"La sanità pubblica non è un lusso. Di fronte ai periodici annunci di tagli e ridimensionamenti del sistema sanitario da parte del Governo è bene ricordarlo". Così Emma Petitti, segretario provinciale del Pd

"La sanità pubblica non è un lusso. Di fronte ai periodici annunci di tagli e ridimensionamenti del sistema sanitario da parte del Governo è bene ricordarlo. I mille posti letto dei cinque ospedali del nostro territorio, i 4.200 professionisti e lavoratori dipendenti dell'azienda Usl di Rimini, i 238 medici di famiglia e i 45 pediatri di libera scelta non sono il “superfluo” da tagliare". E' quanto afferma il segretario provinciale del Pd, Emma Petitti.

"Sono un patrimonio pubblico, un bene prezioso che difenderemo in ogni sede, perché il sistema sanitario riminese è l'azienda più grande del territorio provinciale, e va garantito in maniera universale - continua l'esponente democratica -. Il Governo prospetta tagli, parla di insostenibilità del sistema sanitario pubblico, di necessità di nuove forme di finanziamento. Noi rispondiamo no ai tagli lineari sulla sanità riminese: i nostri posti letto e i lavoratori non si toccano".

"Rifiutiamo l'idea di arrivare ad avere una sanità per chi se la può permettere e una per chi non ha le risorse, sarebbe un disastro sociale ed economico - chiosa ancora -. E respingiamo ogni ipotesi di introduzione di nuovi ticket: vanno nella direzione opposta all'equità, pesano maggiormente sui bilanci delle famiglie che soffrono di più per la crisi. Con i tagli siamo arrivati a una soglia oltre la quale non è possibile andare, o si rischia di far collassare un sistema".

Gli ospedali lavorano con risorse limitate, le Regioni rischiano di non poter assicurare prestazioni adeguate. Medici, infermieri e tutti i lavoratori del servizio pubblico sono sotto pressione per la carenza di mezzi, per il blocco del turnover, per un clima generale di preoccupazione e una sfiducia da cui è urgente uscire - continua Petitti -.  Si deve lavorare sul versante della riorganizzazione, della lotta agli sprechi! e alle inefficienze, perchè i tagli vanno fatti dove occorre e con maggior consapevolezza e responsabilità da parte di tutti. Non si può immaginare di operare risparmi per lo Stato riducendo i servizi essenziali alle persone, la sanità, la scuola, il welfare. Dalla qualità dell’assistenza sanitaria pubblica si misura anche il grado di civiltà di un Paese".

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