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Segreteria del Pd, Magrini si candida. Bufera in Provincia: revocate le deleghe da assessore

Il Presidente della Provincia di Rimini ha provveduto a revocare a Juri Magrini tutte le le deleghe assessorili

Martedì il Presidente della Provincia di Rimini, Stefano Vitali, ha provveduto a revocare a Juri Magrini le deleghe assessorili inerenti le Attività Produttive: Agricoltura, Commercio - Valorizzazione Centri Storici, Artigianato, Industria, Pesca - Attività venatoria - Osservatori statistici. Le deleghe revocate a Magrini (che nel corso della direzione provinciale del Pd che si è svolta lunedì sera ha dato ufficialmente la propria disponibilità a candidarsi a segretario provinciale insieme a Paolo Russomanno) state assegnate a Fabio Galli.

VITALI - "La decisione della revoca a Magrini - spiega il presidente Vitali - è principalmente dovuta al profilo di incompatibilità esistente tra il ruolo di amministratore e quello di candidato alla segreteria di federazione di un partito. Un'incompatibilità di forma e di sostanza che ritengo vada obbligatoriamente e immediatamente rimossa, prima di ingenerare qualsivoglia equivoco o sovrapposizione lavorativa - continua Vitali -. E in questo senso non posso nascondere la mia personale perplessità per l'annuncio di dimissioni da assessore provinciale avvenuto poche ore fa in una segreteria di partito piuttosto che precedentemente comunicata all'Ente amministrativo rappresentato, dimostrando scarsa chiarezza circa il ruolo dell'istituzione e quello del partito".

MAGRINI - Magrini scrive sulla sua bacheca Facebook: "Lunedì sera in occasione della direzione provinciale del Pd ho dato ufficialmente la mia disponibilità a candidarmi a segretario provinciale. L'ho fatto perché alle spalle ho un percorso da cui ho ricevuto tanto: a 40 anni, partito dalla mia sezione (oggi circolo) di periferia, passando per il consiglio di quartiere, sono stato consigliere comunale a Rimini per 10 anni, e ho avuto la fortuna di poter lavorare come assessore sia in Comune che in Provincia. Credo dunque che arrivato a questo punto sia giusto che io metta a disposizione la mia esperienza per il partito e la politica".

"Non è un segreto, faccio riferimento all'area politico-culturale "bersaniana". Mi auguro comunque che la dinamica delle primarie nazionali entri il meno possibile nel congresso provinciale che ci attende, perché i temi che dobbiamo affrontare hanno un taglio locale: dalle prossime elezioni amministrative alle questioni di area vasta, dalla crisi economica al lavoro, dallo sviluppo alla riqualificazione. Auspico quindi che nel congresso si parli di Rimini e del suo territorio. Se sarò eletto, voglio lavorare inoltre per costruire un nuovo gruppo dirigente che faccia della solidarietà il valore aggiunto, cosa che in politica, negli ultimi tempi e anche attualmente, non è sempre avvenuta. E mi auguro che a questo partecipino tutte le "risorse umane" del partito disponibili, evitando di "uccidere i padri". In direzione provinciale, ho infine annunciato le mie dimissioni da assessore provinciale. Un atto non solo dovuto, ma in cui credo, in ossequio all'articolo 21 dello statuto del Partito democratico, su cui si fonda la vita e l'attività del nostro partito", conclude.

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