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Domenica, 22 Maggio 2022
Politica

Sensoli (M5S): "Fermiamo lo scempio che si sta consumando all'ombra del ponte di Tiberio"

La consigliera regionale grillina contesta l’installazione di travi in acciaio per realizzare la passerella pedonale

“L’installazione di travi in acciaio vicino al Ponte di Tiberio rischia di provocare dei danni irreparabili a mura che hanno un grande patrimonio artistico e culturale. Per questo la Regione, anche attraverso l’IBACN, ha il dovere di intervenire. Questo scempio deve essere fermato”. È questa la richiesta di Raffaella Sensoli, capogruppo regionale del MoVimento 5 Stelle, contenuta in una interrogazione presentata alla Giunta sul discusso progetto che il Comune di Rimini sta portando avanti a ridosso del Ponte di Tiberio che prevede la realizzazione di una passerella di 150 metri in acciaio e legno e che prevede la perforazione delle mura che arginano il fiume Marecchia. “Il progetto realizzerà strutture che, è vero, potranno essere parzialmente rimosse ma le perforazioni nelle mura diventeranno permanenti – spiega Raffaella Sensoli – In questo modo per opere di relativa fragilità, di durata realisticamente incerta e in parte amovibili, si procurano danni irreparabili, destinati a restare nel tempo e che mettono a repentaglio un patrimonio conservato per secoli”. Visto che l’intervento è stato finanziato con fondi europei programmati però dalla Regione, la capogruppo regionale del MoVimento 5 Stelle chiede alla Giunta di intervenire anche per cercare di approfondire la controversa affermazione della Soprintendenza che non riterrebbe attribuibili all’età basso-medievale e rinascimentale le mira oggetto delle perforazioni. “Una tesi che andrebbe verificata attentamente anche attraverso un confronto diretto con la stessa Soprintendenza, esperti e docenti, oltre che avvalendosi dell’IBACN – conclude Raffaella Sensoli – In ogni caso crediamo che proprio in virtù di questi ulteriori accertamenti i finanziamenti a questo progetto debbano essere sospesi. La Regione non si renda complice di questo scempio”. 

Sulla questione del ponte di Tiberio è intervenuta anche l'Associazione Grilli Pensanti di Rimini che, in una nota stampa, ha sottolineato come "La pretesa “riqualificazione”  del bacino di Ponte Tiberio dimostra, di là dalle velleità cultural-moderniste, degli amministratori attuali , una agghiacciante continuità con la politica del passato. Per effetto di essa sono state distrutte le vestigia più prestigiose della Rimini rinascimentale e settecentesca e ottocentesca (si pensi alla demolizione del Kursal, del Vescovado di Via Tempio Malatestiano, della mancata ricostruzione del Palazzo Lettimi, lo stato di abbandono dell’Anfiteatro). Nello stesso tempo si sono spesi miliardi per operazioni quali la diga in prossimità del Ponte di Tiberio al solo scopo di mantenere le acque a monte più basse per permettere una visione di qualche  centimetro in più dei suoi piloni. Il progetto, talmente costoso da interessare la Corte dei Conti, si è rivelato fallimentare e ha rischiato di far crollare un ponte bi-millenario".

"Oggi si agisce con la stessa logica - prosegue il comunicato stampa - con interventi che nulla hanno a che fare con l’esigenza di preservare il Ponte dal degrado rappresentato dal traffico veicolare. Poiché non si è stati capaci, dal dopoguerra ad oggi, risolvere il problema della strettoia di collegamento, veicolare e pedonale, tra la città e il mare che è l’unico esistente (Via Tripoli non basta) si ricorre ad una passerella sospesa, senza alcun rispetto per lo stato  del luogo, per il paesaggio  che è un valore costituzionalmente tutelato. Il progetto, anche se ammantato da connotazioni moderniste (basta vedere come sono finite le banchine volute dall’Assessore Diotallevi  e progettate dall’Arch. Viganò) è espressione di una pochezza culturale e miopia amministrativa, che hanno ridotto Rimini a un suk, del quale manifestazioni dell’effimero sono significativi aspetti. Rimini tutta e non solo la zona del Ponte di Tiberio avrebbero bisogno di interventi coraggiosi e lungimiranti e non interventi che altro non sono che pannicelli caldi su un corpo  gravemente malato".

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