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Si rimpicciolisce il progetto del parco eolico ma in Regione è un coro di "No"

Il presidente della Provincia di Rimini in audizione in commissione Ambiente presenta i dati dell'opera da realizzare al largo della città balneare

Si rimpicciolisce (in parte) il progetto di impianto eolico al largo della costa di Rimini, presentato dalla società Energia Wind 2020. Il numero delle pale scende da 59 a 51 e l'area marina interessata dall'impatto del nuovo sistema passa da 113 a 80 chilometri quadrati. Ma nonostante il ridimensionamento, in Regione Emilia-Romagna un coro di no continua ad accompagnare il progetto. Del parco eolico si è parlato questo pomeriggio in commissione Ambiente di viale Aldo Moro, alla presenza del presidente della Provincia di Rimini, Riziero Santi. La procedura per l'autorizzazione del progetto è ancora in corso e il termine per presentare le osservazioni è stato prorogato a fine novembre. "La Provincia non ha alcun interesse in questo singolo progetto nè vuole sostenere aprioristicamente quello presentato da Wind 2020- afferma Santi- ma dobbiamo porci il problema della transizione energetica e del passaggio dal consumo di energia fossile a quello di energia rinnovabile". Il parco eolico, "non deve essere accettato in maniera acritica- continua il presidente della Provincia- ma deve essere valutato in tutti i suoi aspetti compreso l'impatto ambientale, senza strumentalizzazioni politiche." Il progetto è già stato criticato sia dai sindaci del territorio (da Andrea Gnassi di Rimini a Renata Tosi di Riccione, per fare due nomi) sia dalle associazioni di categoria, perchè considerato troppo invasivo e incompatibile con la vocazione turistica della zona. "Innanzitutto dobbiamo chiederci: cosa ci guadagniamo da questo impianto? Nulla- dice Santi- il territorio deve avere un ritorno degli sforzi sostenuti, l'energia deve essere destinata in parte all'uso interno per i cittadini e il trasporto pubblico. In questo caso l'impianto sarebbe percepito diversamente".

In Regione, sia dall'opposizione sia dalla maggioranza si alzano però voci contrarie al progetto del parco eolico a Rimini. "Non esiste compromesso tra paesaggio ed energie rinnovabili- ammonisce la dem Nadia Rossi- la svolta green non passa da ecomostri come il parco eolico. A poco serve ridurre gli aerogeneratori e allontanare la centrale dalla costa. E' indispensabile approfondire il rapporto costi-benefici e valutare il reale impatto sull'economia turistico-balneare. Mi auguro che da parte dei ministeri ci sia un coinvolgimento preventivo della Regione per le opportune valutazioni". Parole simili arrivano dal leghista Michele Facci. "La Regione si opponga, si tratta di un ecomostro che porterà solo danni al nostro territorio", esorta. E Marco Mastacchi di Rete Civica aggiunge: "Quando il territorio non guadagna nulla da un progetto, mi chiedo chi lo faccia e perchè si debba portare avanti. Si è sbagliato il modo di coinvolgere il territorio. Torniamo indietro e facciamo valutazioni più approfondite". Diversi invece i toni a sinistra. "La transizione energetica è necessaria e non puù essere messa in discussione- afferma Igor Taruffi, capogruppo di 'Coraggiosa'- non possiamo bloccare tutti i processi di transizione sul nascere e non si può nemmeno liquidare tutto dicendo che la gestione della pandemia è la priorità. Valutando tutti gli elementi in campo, dobbiamo partire al più presto con la sperimentazione di energie rinnovabili". Silvia Zamboni dei Verdi si dice "favorevole agli impianti eolici. Non lo siamo a prescindere e anche in questo caso aspettiamo la valutazione di impatto ambientale, ma l'emergenza climatica va affrontata utilizzando soluzioni tecnologiche esistenti per uscire dalle fonti fossili. O decidiamo che vogliamo veramente fare questa conversione ecologica o continueremo a parlare senza agire".

"Il progetto del parco eolico offshore al largo delle coste riminesi solleva perplessità sempre maggiori - agiunge il consigliere regionale della Lega Matteo Montevecchi. - Convince ancora meno l’audizione promozionale in commissione svolta oggi dal presidente della Provincia di Rimini Riziero Santi, tra l’altro senza la presenza dei sindaci riminesi. Il progetto risulta irricevibile a causa dell’inevitabile conseguenza del deturpamento del paesaggio nel nostro territorio ad alta vocazione turistica. Sono infatti certe le ricadute negative sul turismo come hanno affermato con forza le categorie. Chi parla di “attrattiva” abita su un altro pianeta. Inoltre il progetto porta grandi rischi per la sicurezza dei nostri pescatori, come già precisato dalla Cooperativa dei Lavoratori del Mare. - Colpisce infine il fatto che in questa audizione non siano stati coinvolti i sindaci riminesi e che l'invito si sia limitato al Presidente della Provincia Riziero Santi. Forse per cercare di nascondere sotto il tappeto le contraddizioni in casa PD sul tema, data la contrarietà sul progetto del parco eolico espressa perfino dal primo cittadino di Rimini Andrea Gnassi. Evidentemente Santi si sarebbe potuto sentire alquanto imbarazzato” conclude il Consigliere del Carroccio.

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