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Smantellamento campo nomadi, Renzi chiede il ritiro della delibera sulle microaree

L'esponente di Fratelli d'Italia: "Via Islanda rappresenta il fallimento del permissivismo e dell’assistenzialismo da parte delle Amministrazioni Comunali"

Giovedì sera, in occasione del consiglio comunale, è all'ordine del giorno la mozione del consigliere comunale Gioenzo Renzi (FdI) che chiede all'amministrazione riminese di ritirare la delibera sulle microaree da affidare ai nomadi che lasceranno il campo abusivo di via Islanda. "La giunta - ricorda l'esponente di Fratelli d'Italia - nel 2018 aveva approvato l’individuazione di cinque micro-aree per l’insediamento di 6 nuclei famigliari Sinti con un totale di 32 persone. Dinnanzi alle proteste ovunque dei cittadini, preoccupati per la sicurezza e il degrado delle aree vicino alle loro case, l’Amministrazione avrebbe cambiato idea e chiesto all’ACER la sistemazione dei nuclei Sinti negli appartamenti dell’Edilizia Residenziale Pubblica per favorire la loro integrazione. Nella aggiornata graduatoria ERP, con una disponibilità di circa 50 alloggi annui, sono iscritte 1803 famiglie, affitto mensile di circa 80 euro, mentre la graduatoria degli alloggi a “Canone Calmierato“ conta 413 nuclei famigliari, con un affitto di circa 300 euro mensili. Con la mozione chiediamo di revocare la Delibera di Giunta Comunale che individuava le 5 microaree per l’insediamento dei 6 nuclei famigliari Sinti, per fare chiarezza e rassicurare i cittadini coinvolti. Anche per evitare la spesa pubblica prevista per la suddetta operazione di 400.000 euro (per l’acquisto di 12 casette-2 per nucleo famigliare- e l’urbanizzazione delle aree con luce, acqua, gas, recinzioni, ecc.). Chiediamo, inoltre, di rispettare il Regolamento per l’accesso all’edilizia popolare, la graduatoria in base ai requisiti, come per le altre famiglie riminesi in difficoltà. Il ricorso agli alloggi di emergenza abitativa, reperibili dai privati, ad un canone medio di 500 euro mensili, deve essere solo straordinario e momentaneo.
Attualmente gli occupanti del campo di Via Islanda sono circa 45 persone:  5 nuclei Sinti per 25 persone e 6 nuclei di romeni per 17 persone famigliari  non tutti residenti a Rimini. La soluzione abitativa potrà essere praticabile e compatibile, solo se i nomadi rispettano le regole della convivenza, lavorano, pagano le tasse, mandano i figli a scuola. Senza dubbio Il campo nomadi abusivo e degradato di Via Islanda va chiuso, rappresenta il fallimento del permissivismo, dell’assistenzialismo, da parte delle Amministrazioni Comunali, con spese per acqua, luce, rifiuti, assistenti sociali, sostenute per decenni, e della irresponsabilità dei nomadi".    

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