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Sostegno al lavoro in carcere, Emma Petitti (Pd) firma proposta di legge

Rendere veramente effettivo il lavoro dentro e fuori dal carcere e utilizzare meglio l’inserimento al lavoro come strumento rieducativo dei detenuti. E' l'obiettivo della proposta di legge

Rendere veramente effettivo il lavoro dentro e fuori dal carcere e utilizzare meglio l’inserimento al lavoro come strumento rieducativo dei detenuti. E' l'obiettivo della proposta di legge “Nuove norme in materia di lavoro in carcere”, sottoscritta fra gli altri da Emma Petitti, deputato PD riminese. "Più volte, in occasione delle sue visite ai Casetti, il garante regionale dei detenuti ha evidenziato come i carcerati chiedano di poter lavorare - ricorda Petitti, che aveva visitato la casa circondariale nel maggio scorso e incontrato il direttore della struttura -. La proposta di legge intende proporre nuove norme per fare del lavoro e della formazione professionale il fondamento del trattamento penitenziario e della rieducazione del reo, come vuole l'articolo 27 della nostra Costituzione".

Secondo il dossier "Il carcere di Rimini: racconti da dietro le sbarre" di RiminiSocial2.0 (2013) ai Casetti a causa della scarsità di fondi è del tutto assente il lavoro extramurario. Sono diminuiti anche i corsi scolastici, mentre restano attive le collaborazioni con Enaip per i corsi professionali, con il liceo, con l’università di San Marino e il laboratorio di falegnameria.

"La proposta di legge vuole introdurre misure che favoriscano un sistema carcerario a ridotta sorveglianza, limitando la reclusione in carcere, così come attualmente concepita, ai soli casi assolutamente necessari per una tutela generale della collettività - conclude la parlamentare -. Si propone quindi di modificare e integrare le norme in materia di regime penitenziario (la cosiddetta Legge Gozzini e il D.P.R. 230/2000 sull'ordinamento penitenziario e sulle misure privative e limitative della libertà) e si indicano strumenti della fiscalità per favorire l’assunzione di persone sottoposte alle pene e reperire risorse economiche da destinare a progetti d’inserimento al lavoro".

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