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Sostegno di Rimini Holding ad Aeradria: via libera dal Comune

Un'approvazione avvenuta con votazione per appello nominale che ha registrato 19 voti favorevoli (la maggioranza) e 6 contrari (la minoranza)

Il Consiglio comunale ha approvato giovedì la delibera di sostegno di "Aeradria spa" da parte di "Rimini holding spa". Un’approvazione avvenuta con votazione per appello nominale che ha registrato 19 voti favorevoli (la maggioranza) e 6 contrari (la minoranza). In apertura di seduta approvata anche la modifica al regolamento comunale per l'applicazione del canone per l'occupazione di spazi ed aree pubbliche.

“Il voto - esordisce il sindaco Andrea Gnassi - è la dimostrazione del senso di responsabilità dimostrato dal Consiglio Comunale su un tema di cruciale importanza per la nostra città come l’aeroporto. In un periodo difficilissimo per gli enti locali, il Comune ha deciso di compiere questo ulteriore sforzo, consapevole dell’importanza di non gettare alle ortiche tutti i sacrifici e gli investimenti fatti fino a questo momento. Senza questo ulteriore finanziamento da parte dei soci, avremmo seriamente rischiato di vedere il “Fellini” chiudere i battenti. Con le conseguenze devastanti che tutti possiamo immaginare: tante persone senza più un lavoro, creditori senza nulla in mano e una città priva di uno strumento fondamentale per il nostro sviluppo. Per questa città l’aeroporto non è un vezzo, ma è un pilastro per la nostra economia, così come lo è il mare, il Palas, la Fiera. Se parliamo di aeroporto parliamo di lavoro, di economia reale. E a parlare sono le cifre: la ricaduta economica vale circa 900 milioni di euro. Guardiamo alla realtà: qualcuno sa come sarebbe andata la scorsa stagione turistica senza il contributo dell’aeroporto? Si parla di un 7% in meno di presenze, non poco soprattutto in un momento di crisi come questo". 

"Oltretutto, l’aeroporto diventa ancora più importante in un periodo come quello attuale dove è solo il profilo internazionale di un territorio, in particolare a vocazione turistica, a garantire competitività e redditività di impresa. Un esempio: è noto a tutti che la media dei pernottamenti dei turisti stranieri è ben più alta di quella degli italiani. Si è chiusa una fase in Italia, quella di una politica aeroportuale fai da te, dove ad ogni campanile corrisponde uno scalo. Finalmente, dopo anni, siamo arrivati al piano nazionale di riorganizzazione degli aeroporti e noi siamo dentro questo piano. Siamo tra i 31 scali ritenuti di rilevanza nazionale, proprio per il nostro ruolo strategico. Ci è stato riconosciuto un ruolo di primo piano e questo, dopo tanti anni di investimenti, porterà dei risultati concreti. Quello fatto ieri è un atto amministrativo importante, che arriva dopo un dibattito acceso, a volte trascinato dagli interessi politici più che da un’analisi reale della situazione. Ho ascoltato le critiche e le osservazioni, più o meno puntuali, ma non ho sentito proposte, non ci sono stati suggerimenti a seguire percorsi alternativi a quello che abbiamo imboccato con convinzione. Vogliamo evitare l’epilogo peggiore, il fallimento, e ora stiamo seguendo un percorso, quello del concordato di continuità, che avviene sotto il controllo vigile del Tribunale. Un percorso serio, che ha permesso di innescare un interesse concreto da parte di alcuni partner industriali e aprire ad un maggior azionariato privato e che potrà dare vita ad una nuova politica di gestione”, conclude il sindaco.

IL PDL - "Non potevamo restare in aula e votare contro la delibera di salvataggio Aeradria - afferma il consigliere comunale del Pdl, Gennaro Mauro -. L'aeroporto è un'infrastruttura strategica per la riviera di Rimini, motore di sviluppo economico e di benessere per la nostra comunità.In questi giorni abbiamo registrato un'incapacità del centrosinistra di fare autocritica, sostenere che siano stati gli investimenti infrastrutturali e la crisi economica ad aver generato il "quasi fallimento" di Aeradria significa mentire spudoratamente. I soci pubblici, in primis Provincia e Comune di Rimini, sono i veri responsabili della crisi di Aeradria".

Continua l'esponente del centrodestra: "Hanno accumulato errori su errori, sempre tenuti accuratamente nascosti, e ora cercano di addossare le colpe solo sul management aziendale - il partito democratico riminese si è spaccato e ha votato a maggioranza un emendamento che prevede di azzerare il CdA di Aeradria - al solo fine di  nascondere responsabilità proprie. Chi chiedeva al management di raggiungere rapidamente il milione di passeggeri accettando contratti onerosissimi e non sostenibili economicamente? Dei 21 milioni di investimenti realizzati nel periodo 2005-2012 solo 9 milioni non sono stati coperti dai finanziamenti dei soci pubblici, ed è inspiegabile che oggi dobbiamo fronteggiare un'indebitamento cinque volte superiori, ben 40 milioni di euro".

"Grave, poi, è l'impegno preso dai soci pubblici in assemblea Aeradria di contribuire alle spese di marketing con un apposito finanziamento, e poi non procedere alla successiva ratifica nei rispettivi organismi istituzionali. Ciò ha determinato l'iscrizione a bilancio di crediti inesistenti, messi in bella mostra solo per oscurare le sempre maggiori perdite - continua Mauro -. Ma Gnassi e Vitali che avevano tutte le "carte" in mano dove ponevano la loro attenzione? E perché non hanno fiatato?"

"Comprendo il loro nervosismo, la tensione dei dirigenti comunali e del collegio dei revisori nel dare una legittimazione dell'operazione "salvataggio" dal punto di vista giuridico, e di sostenere una ragionevolezza dal punto di vista tecnico-contabile, ma è incomprensibile la posizione presa dal presidente della provincia Vitali che minaccia esposti in procura per la diffusione dell'elenco dei creditori di Aeradria, elenco reso pubblico dalla documentazione fornita in allegato alla proposta di delibera discussa in Consiglio Comunale", aggiunge il consigliere comunale.

"Se avesse fatto un riscontro avrebbe appurato che nella relazione dell'asseveratore erano indicati il dettaglio dei creditori considerati strategici per la continuità dell'attività aeroportuale, con evidenziazione della percentuale di rimborso del credito vantato - aggiunge Mauro -. A mio avviso dovrebbe chiedere scusa ai tecnici che stanno lavorando per  evitare il fallimento. Il nostro auspicio è che Aeradria superi questa drammatica crisi e riesca a pagare "dignitosamente" i propri creditori anche attraverso la cessione di quote di proprietà della società, e sopratutto ricominci con un piano industriale serio e trasparente che possa consentire l'ingresso di capitale privato".

Conclude Mauro: "Il mio pensiero non può non andare alle imprese che sono creditrici di 37 milioni di euro, che dovranno accettare un rimborso pari al 20% del loro credito, e saranno determinanti per evitare il fallimento di Aeradria. Se verrà inaugurata una nuova politica aeroportuale, il  Popolo della Libertà farà la sua parte, e sarà disponibile in futuro anche a prendere in considerazioni eventuali contributi di marketing a Aeradria, per far fronte a piccole perdite operative dell'aeroporto,in considerazione dei risvolti economici positivi per le imprese del territorio".

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