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Stop al cemento, il M5S non si convince: "Due pratiche modeste"

"Eallora cosa c'è di meglio che impossessarsi delle battaglie del nemico a 5Stelle, o 3 meteore come lui ama definirli, su due pratiche di epoca mesozoica che non coinvolgono amici e coop?”

Non convince il Movimento 5 Stelle la “rivoluzione anti-cemento” del sindaco Gnassi. Che criticano: “Ma lo smalto sindacale ultimamente molto sbiadito aveva bisogno di una ripassata di cera urgente, e allora cosa c'è di meglio che impossessarsi delle battaglie del nemico a 5Stelle, o 3 meteore come lui ama definirli, su due pratiche di epoca mesozoica che non coinvolgono amici e coop?”

“Niente da dire, l'arringa del sindaco Gnassi sulla prima delibera definita "piano Celle" è senz'altro un pezzo di grande bravura oratoria. Bisogna sentirla e risentirla diverse volte per capirne il profondo senso filosofico. Si è pervasi da un senso di sfida epocale, il cavalier bianco - che strane le nemesi storiche, una volta si sarebbe detto rosso - contro l'invasione del grigio cemento. Impavido, intrepido, impetuoso, audace, ardito, praticamente un Gnassi versione 2.0 da non confondere con la passata versione 1.0 che in precedenti epoche in qualità di massimo esponente politico locale per il PD con la qualifica di segretario provinciale non trovava nulla da dire contro quello che oggi rappresenta, nella sua visione, il male assoluto. Alla fine si pensa: hanno cambiato il software sindacale”, in una nota il M5S.

“Ma dev'essere una pre-versione, cioè di quelle versioni che ci provano a fare le versioni principali, o forse una versione tarocca cinese? Infatti il glorioso masterplan dove subisce il battesimo del fuoco? Su due diritti marginali: un cambio di destinazione da commercio all'ingrosso al commercio

in dettaglio e sull'innalzamento di un piano. Attenzione: tutto fatto e richiesto dagli interessati nei tempi opportuni a norma di legge e regole con il beneplacito degli uffici. Una conferma di quanto questo nuovo software installato nel sindaco abbia delle lacune i cittadini possono averla facendo una passeggiata lungo il parco Marecchia, all'altezza di via Toni possono osservare come il consumo del territorio si sia fermato a zero con due palazzi di 17 metri, ma ieri sera passare da 10 a 13 mt a Santa Giustina era una bestemmia così come cambiare una destinazione d'uso”.

“E che dire ai riminesi che oltre a non consumare un mq di territorio in meno con i due atti di ieri sera si rischierà di pagare salate penali che gli aventi diritto sicuramente richiederanno? Chissenefrega, quelle sono in carico alle pubbliche tasse dei cittadini. Infine fa impressione sapere che in Germania gli oneri di urbanizzazione sono di molto più alti di quelli indigeni, sarà vero? da una puntata di Report di qualche tempo fa non risulta affatto. (cfr. La via del Mattone - 11/10/09 Stefan Rothoerl – Direttore Ufficio Edilizia Gruenwald – Monaco) Ma quello che si scorda il sindaco è che un permesso edilizio in quel paese non abbisogna di libri e libri di leggi, leggine, regole, norme, commi, prescrizioni, ecc.. Servono una busta, 10 pagine di relazione tecnica e 20 giorni di attesa e non 7 anni come era il caso delle due delibere in discussione. A quando un masterplan siffatto che recepisca quella semplicità e quei tempi? L'aspettiamo come il passaggio della cometa Gnassi o l'uscita della versione Gnassi 3.0”.

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