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Tagli al turismo balneare? Galli contro Camera Commercio Bologna

“Ma spiace che letture infelici dello stato dell’arte sul fronte del turismo vengano da chi, per competenza e ruolo, dovrebbe semmai remare dalla parte opposta”. E' quanto afferma l'assessore Fabio Galli

“Ma spiace che letture infelici dello stato dell’arte sul fronte del turismo vengano da chi, per competenza e ruolo,  dovrebbe semmai remare dalla parte opposta”. E' quanto afferma l'assessore al Turismo della Provincia di Rimini, Fabio Galli, facendo riferimento alle parole del presidente della Camera di Commercio di Bologna, Bruno Filetti, “il quale ha pensato bene di ‘consigliare’ l’Apt regionale a tagliare investimenti sui progetti di promozione del turismo balneare a vantaggio di quello petroniano”.

“Spiace – ha evidenziato - che la palla ricada sempre al di là della rete del campanilismo. E spiace in una fase in cui più che a salvaguardare i propri confini bisognerebbe tutti fare uno sforzo per abbatterli, cercando ostinatamente l’ottimizzazione delle risorse, la sinergia e la razionalità piuttosto che lanciare proclami che alla fin fine si traducono in guerre tra poveri”.

“Al di là della sgradevolezza del ‘togli all’uno per dare all’altro’; al di là del fatto che- stando alle presenze turistiche registrate a fine anno- la sola Riviera di Rimini pesa per il 41 per cento sull’intero totale regionale – ricorda Galli -. Al di là che la Regione Emilia Romagna ormai da 15 anni si riconosce nella filosofia della promozione del prodotto piuttosto che della destinazione (e magari qui Rimini ci ha perso qualcosa…); al di là che lo stesso presidente della Camera di Commercio sia recidivo nei confronti del territorio riminese già pubblicamente indicato come pericoloso ‘concorrente’ per la partita fieristica e congressuale”.

“Al di là di tutto questo, la vera domanda è: come si coniugano queste continui richiami al campanilismo da parte di Filetti con i percorsi e i discorsi in essere sulle sinergie e sulle collaborazioni tra territori per fiere, aeroporti, turismo, congressi? - si è chiesto l'assessore -. E’ chiaro che queste uscite in libertà- tali devono essere definite perché nel caso specifico l’APT premia e valorizza i progetti piuttosto che i diktat territoriali-  rischiano di irrigidire le posizioni anche sulle materie più complesse e strategiche. L’invito è in definitiva ancora quello a stare nel merito e sul pezzo, sapendo bene che la fase socioeconomica nazionale richiede tutto tranne che la difesa del proprio orticello”.
 

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