Taglio dei fondi ai comuni che si sono uniti, incontro con Misiani e Petitti

L’oggetto della riunione ha riguardato i contributi statali per l’annualità 2019 a sostegno di tali processi

“Nelle prossime settimane farò di tutto, in occasione del varo della manovra economica e dell’approvazione dei decreti fiscali ad essa collegati, per reperire le risorse utili a far fronte al minor trasferimento per l’anno 2019 previsto dal precedente Governo per i Comuni che si sono fusi, oltre ad adeguare il fondo per il 2020 alle cifre che fino al 2018 i Comuni fusi hanno percepito”.  È l’impegno del viceministro all’Economia Antonio Misiani, assunto in occasione di un incontro svolto nel fine settimana a Rimini alla presenza dell’assessore regionale al riordino istituzionale Emma Petitti e alcuni sindaci di comuni emiliano-romagnoli interessati in questi anni da processi di fusione: Elena Castellari e Ronny Raggini, rispettivamente sindaci di Montescudo-Montecolombo e Poggio Torriana, in provincia di Rimini; Daniele Ruscigno (Valsamoggia - Bologna); Nicola Cesari (Sorbolo Mezzani - Parma).

L’oggetto della riunione ha riguardato i contributi statali per l’annualità 2019 a sostegno di tali processi, il cui adeguamento per l’anno in corso non è stato previsto dal precedente Governo.
La riduzione dei contributi, pari ad oltre 5 milioni di euro per le 13 municipalità dell’Emilia-Romagna, determinerebbe grandi difficoltà per i Comuni medio-piccoli che già vivono condizioni di particolare disagio territoriale, economico e demografico, oltre a rappresentare un disincentivo a nuove fusioni.
L’assessora Petitti nei mesi scorsi aveva già fatto suonare l’allarme sul pericolo del non adeguamento del fondo e in occasione dell’incontro con il viceministro lo ha ribadito.

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“A Misiani abbiamo evidenziato la necessità di adeguare il fondo nazionale per le fusioni - dichiara Petitti - rispettando così il patto con le comunità locali che hanno compiuto questa scelta, evitando che si disincentivino i processi di fusione progettati”. “In Emilia-Romagna - prosegue l’assessore - le fusioni rappresentano una grande opportunità strategica per i piccoli e medi Comuni, sia per conseguire una governance efficiente che per fronteggiare la carenza di risorse finanziarie, problema ormai comune a tutti gli enti locali. Attraverso il sostegno finanziario ai processi di fusione, in questi anni, Stato e Regione hanno garantito lo sviluppo di alleanze più solide a cui si legano molteplici benefici. Questo non può essere messo a repentaglio a causa di una decisione presa dal Governo precedente. Per questo abbiamo chiesto l’intervento del nuovo viceministro affinché si ripensi la scelta e si adegui il fondo nazionale per le Fusioni al fabbisogno complessivo già dall’annualità 2019, rispettando i patti presi con le realtà locali. La Regione– conclude Petitti- non abbasserà la propria quota di risorse per i Comuni che abbiano scelto la strada della fusione, ma è evidente che questo non è sufficiente. Ogni livello di governo deve mantenere i propri impegni, diversamente metteremmo a rischio la programmazione di decine di Comuni italiani ed emiliano-romagnoli che hanno visto nelle fusioni uno strumento di crescita per i propri territori”.
                                
Tra le fusioni che si vedranno tagliate le risorse quelle di Poggio Torriana e Montescudo-Montecolombo in Provincia di Rimini, Valsamoggia e Alto Reno Terme in Provincia di Bologna, Fiscaglia, Terre del Reno, Riva del Po e Tresignana in Provincia di Ferrara, Sissa Trecasali, Sorbolo Mezzani e Polesine Zibello in Provincia di Parma, Ventasso in Provincia di Reggio Emilia, Alta Val Tidone in Provincia di Piacenza. Per quanto riguarda la totalità della Regione Emilia-Romagna, il taglio ammonta a circa 5,7 milioni di euro. Per quanto riguarda i comuni del riminese il riparto dei fondi vedrebbe tra il 2018 e il 2019 una riduzione dei fondi di 175 mila euro per Poggio Torriana (da 612 mila euro a 437 mila) e di 235 mila per Montescudo-Monte Colombo (da 705 mila euro a 470 mila) per un totale di circa 400 mila euro in meno rispetto allo scorso anno. 
 

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