Targhe estere, problemi anche con le motorizzazioni: “Distinguere chi lavora da furbetti e criminali”

Fa ancora discutere il provvedimento adottato dal governo con il cosiddetto “decreto sicurezza” secondo il quale le auto circolanti in Italia con targa straniera debbano essere necessariamente reimmatricolate nel nostro Paese

Fa ancora discutere il provvedimento adottato dal governo con il cosiddetto “decreto sicurezza” secondo il quale le auto circolanti in Italia con targa straniera debbano essere necessariamente reimmatricolate nel nostro Paese. L’Aida, Associazione Italiana Distributori Autoveicoli, ha infatti denunciato come i tempi nelle motorizzazioni civili per poter portare a termine la procedura di nazionalizzazione dei veicoli stranieri siano notevolmente aumentati, passando da una settimana ad un mese e mezzo circa. I disagi, secondo l’Aida, sono dovuti soprattutto alla mancanza di personale negli uffici delle motorizzazioni sparsi nelle provincie italiane.

Sulla questione è intervenuto il deputato romagnolo Marco Di Maio, che in più occasioni ha spronato il governo ad intervenire tempestivamente per sanare un vulnus della legge che colpisce “in maniera indiscriminata anche quei cittadini che hanno l’unica “colpa” di lavorare o studiare fuori dal nostro Paese”.

“Sono favorevole ovviamente a contrastare chiunque utilizzi questo metodo per delinquere, ma bisogna salvaguardare chi lavora, studia, produce: ancora una volta abbiamo avuto la prova che il governo considera tutti i cittadini in possesso di un'auto con targa straniera dei furbetti che vogliono evadere il fisco o compiere reati" ha affermato il deputato. In aggiunta, “i problemi tecnici che stanno riscontrando le motorizzazioni nell’espletare le procedure di nazionalizzazione delle auto, aumentano ulteriormente i disagi causati da un provvedimento spot che il governo dovrebbe rivedere, visto i danni enormi che sta provocando”.

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“Con un mercato dell’auto in crisi, a causa anche delle ecotasse e dell’incertezza del governo sugli ecobonus, il decreto sicurezza sta mettendo ulteriormente in ginocchio i rivenditori di automobili, provocando un danno enorme anche al comparto delle auto estere. Quando ho denunciato con un intervento alla Camera lo scorso 9 aprile questa situazione assurda, il governo aveva risposto che nulla sarebbe cambiato: speriamo che adesso finalmente ci ascolti e venga incontro alle nostre richieste” ha concluso.

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