Tecnopolo e Aquarena, la Lega chiede le dimissioni di Gnassi

Il capogruppo in consiglio comunale a Rimini, Marzio Pecci, all’indomani dell'audizione dell’ex assessore ai lavori pubblici Roberto Biagini

Il capogruppo della Lega in consiglio comunale a Rimini, Marzio Pecci, autore della mozione discussa nella commissione di controllo e garanzia sulla questione del Tecnopolo e Aquarena all’indomani dell'audizione dell’ex assessore ai lavori pubblici Roberto Biagini, dice senza mezzi termini che il sindaco è “al capolinea”. "Che la vicenda Aquarena - attacca Pecci - nascondesse riti e comportamenti inusuali lo si diceva da oltre tre anni in tutti gli ambienti cittadini e la Lega, col proprio capogruppo, ha iniziato a lavorare per “vederci chiaro” dato che alle interrogazioni, presentate in Consiglio Comunale (la prima dell'aprile 2018), l’assessore Brasini, per il Sindaco e per la Giunta, in modo sprezzante e reticente, ha sempre dichiarato che tutto era in regola e che l’Amministrazione comunale nella vicenda era “parte lesa”"

"La Lega - prosegue il capogruppo - non si è accontentata della risposta ed ha chiesto che si convocasse la Commissione di Controllo e Garanzia per fare chiarezza sui fatti, oggetto della “mozione Aquarena”, soprattutto per ascoltare l’ex assessore Biagini che risultava essere a conoscenza dei fatti. L’audizione dell’ex assessore, avv. Roberto Biagini, ha evidenziato che all’interno dell’Amministrazione Comunale, sugli appalti, un “faccendiere” aveva libero accesso agli uffici, che era il referente di AXIA s.r.l., la società vincitrice dell’appalto Aquarena, da poco fallita con perdita da parte del comune di € 300.000,00, e che, fatto ancor più grave che lo stesso “faccendiere” era “un referente del Capo del Gabinetto del Sindaco”. Secondo quanto è stato dichiarato da uno degli indagati lo stesso faccendiere avrebbe “dato una mano per l’appalto della Scuola Primo Maggio e per l’appalto della Scuola Gaiofana”".

"L’assessore, il Sindaco, la Giunta e la maggioranza sono stati sbugiardati - tuona Pecci. - Solo questi fatti, a tacere degli altri, sono di una gravità assoluta e, indipendentemente dalle risultanze delle indagini penali che sembrano essere in corso, ciò che preme alla opposizione è avvisare il Sindaco, l’Assessore Brasini e la Giunta che “il banchetto” è finito e che chi si è assunto la responsabilità risponda per i fatti emersi: la Lega non vuole tenere bordone a nessuna delle loro malefatte. Gridare contro l’opposizione sul bando per le periferie oppure sulla decisione di spostare Questura, come sta facendo il Sindaco, per coprire il proprio malgoverno è inaccettabile perché i nodi, prima o poi, vengono al pettine. Il Sindaco, con la maggioranza, ha occupato tutti gli Enti e tutti gli Uffici, ha lottizzato ogni cosa ed, ora, il risultato è sotto gli occhi di tutti: comportamenti moralmente ed eticamente censurabili e gravi danni alla città che obbligano l’amministrazione comunale ad un continuo aumento delle tasse e delle imposte. Il Sindaco ha sempre dichiarato di assumersi le responsabilità per ogni sua azione politica, ha sempre difeso e minacciato querele ai “si dice” contro il proprio Capo Gabinetto ed ora che i “si dice” trovano conferma in fatti precisi e circostanziati bisogna che ne tragga le conseguenze: si dimetta, la prima condanna politica l’ha avuta ieri".

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