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Giovedì, 2 Dicembre 2021
Politica

Trasporto pubblico, Erbetta: "Autisti no Green pass solo la punta dell'iceberg, Start sotto organico da anni"

L'esponente di Rinascita civica denuncia i disservizi degli ultimi giorni: "Le nuove assunzioni a mala pena coprono i pensionamenti e molti si dimettono appena verificano le responsabilità, la carenza di sicurezza e la paga"

In una nuova gioranta di passione per il trasporto pubblico, alle prese con la mancanza di autisti che non si vogliono vaccinare e quindi non possono avere il Green pass per lavorare, a denunciare la situazione è l'esponente di Rinascita civica Mario Erbetta che punta il dito sulle colpe della Start Romagna. "Corse saltate, stidenti lasciati a piedi, collassamento del metromare, autobus strapieni e oltre la capienza e oltre 10 vetture ferme in stazione per assenza del cambio autista" è il quadro impietoso tracciato da Erbetta che, però, sottolinea come "Sono ormai oltre due anni che denuncio i problemi seri del trasporto pubblico che il periodo del covid ha mascherato e che ora escono fuori con prepotenza. Gli autisti No green Pass sono solo la punta dell' iceberg: la pianta organica degli autisti della Start Romagna e? ormai sotto organico da anni. Le nuove assunzioni a mala pena coprono i pensionamenti e le unita? che diventano inabili alla mansione; inoltre molti neo assunti si dimettono appena verificano le responsabilita?, la carenza di sicurezza e la paga che supera di poco i mille euro. Questo e? il vero problema. Ai nuovi assunti per politica aziendale non viene riconosciuta la retribuzione di secondo livello per cui gli stipendi si aggirano intorno ai 1.100 euro mentre nel privato possono arrivare a 1600/1800 euro mensili. Inoltre i casi di autisti malmenati di questa estate, che evidenziano i gravi problemi di sicurezza sui bus, non aiutano a trovare nuovi addetti".

"Sicuramente - è la ricetta di Erbetta per uscire da questa situazone - se Start Romagna fornisse a costi contenuti facendo una convenzione (euro 8?) i tamponi agli autisti che non hanno il vaccino addebitandoli poi sulla busta paga riuscirebbe a convincere una buona parte dei contestatori e riporterebbe un po di ordine nel servizio dei trasporti. Ma la vera soluzione a lungo termine sta in un piano di assunzione di massa di autisti e nel parificare la retribuzione dei neo assunti agli altri lavoratori applicando i benefici del contratto di secondo livello, questo invoglierebbe sicuramente i neo assunti a rimanere in Start Romagna. Questa e? la vera battaglia Sindacale da portare avanti e il nuovo Sindaco e la Nuova Giunta che verra? non potra? alzare le spalle e scaricare i problemi di una cattiva amministrazione pluriennale sugli autisti dissenziente del Green Pass o su chi utilizza giustamente permessi 104 o ferie o congedi parentali. I problemi vengono da lontano e vanno risolti sig. Sindaco, non basta gridare “Vigliacchi” ai lavoratori che in questi anni hanno adempiuto al loro lavoro rischiando anche la loro incolumita? fisica. Questo e? il compito di una Politica Seria".

Anche la Filt CGIL Rimini punta il dito contro Start Romagna per la quale "il copione non cambia mai, ogni volta che si presenta un problema, e di problemi se ne presentano sempre molti, la colpa è sempre di qualcun altro. Bersaglio preferito, i lavoratori".  "Il 15 ottobre - prosegue il sindacato in una nota - quando è scattato l’obbligo del green pass, le consuete criticità del trasporto pubblico, per quanto riguarda il bacino di Rimini, sono state addebitate da Start agli “operatori divenuti improduttivi” per via dell’utilizzo della Legge 104. Il sospetto che viene calato su questi lavoratori è che la Legge 104 sia utilizzata artificiosamente per altri scopi, nella fattispecie per evitare di dover esibire il green pass. In realtà, la Legge 104 concede periodi di congedo straordinario retribuiti in presenza di determinate condizioni che non possono essere stabilite dall’oggi al domani. Si tratta di disabilità gravi riconosciute ai lavoratori dipendenti o a coloro che prestano assistenza ai loro familiari con disabilità grave". 

"In ogni caso - conclude Filt CGIL - Start avrebbe dovuto accorgersi di questa situazione prima della scadenza del 15 ottobre e organizzare per il tempo il servizio tenendo conto di permessi, ferie, malattie e congedi vari.  Il 26 febbraio 2020 venne firmato un accordo tra Organizzazioni Sindacali e Start Romagna che in materia di assunzioni prevedeva l’assunzione di 10 operatori di esercizio dal 5 marzo e altri 5 da aprile 2020. Ulteriori 5 unità avrebbero dovuto essere assunte, attingendo alla graduatoria vigente, per fronteggiare le assenze per aspettativa legate alla Legge 104.  Siamo ad ottobre 2021 e ancora denunciamo la carenza di personale, l’impossibilità degli autisti di coprire turni senza il ricorso a massicci straordinari oppure di poter usufruire di ferie e permessi in maniera regolare. Pertanto, il sentito ringraziamento, che Start Romagna ha rivolto nel suo comunicato agli autisti in servizio, non la sottrae alle sue responsabilità".

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