Il caso Trc sbarca a Roma: il deputato della Lega Pini interroga il Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti

Secondo Jacopo Morrone, vice segretario del Carroccio, il progetto esecutivo "presenta deficienze strutturali e lacune normative di rilievo che ne pregiudicano la fattibilità e l'esecuzione".

Il caso Trc sbarca a Roma: il segretario nazionale della Lega Nord Romagna,  Gianluca Pini, ha presentato un'interrogazione al Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti per verificare la liceità del progetto e la sostenibilità urbana. Secondo Jacopo Morrone, vice segretario del Carroccio, il progetto esecutivo "presenta deficienze strutturali e lacune normative di rilievo che ne pregiudicano la fattibilità e l'esecuzione".

"Ci stupiamo infatti che il Cipe abbia approvato un progetto fortemente lacunoso nell'elenco delle opere/alberature interessate da demolizione, se non addirittura frammentario e incomprensibile, e in conflitto con i requisiti di legge nel momento in cui si procede all'esproprio e all'abbattimento di edifici, o porzioni di fabbricati, non ricadenti nel tracciato deliberato per la realizzazione del TRC", continua Morrone.

"Oltre alle demolizioni arbitrarie al di fuori del corridoio destinato al Trc, ci lascia senza parole lo sforamento del tracciato che si compie al di là dei limiti deliberati dal Cipe, andando a modificare nella sostanza e nei lavori di messa in sicurezza degli edifici limitrofi, il progetto definitivo così come approvato in sede ministeriale. Non è a nostro avviso ammissibile che  intervengano, in corso d'opera, delle modifiche sostanziali al tracciato senza prima averne discusso la fattibilità nelle sedi opportune", prosegue l'esponente della Lega.

"Ci interroghiamo quindi sul perché il Cipe, pur in presenza di tali difformità di legge, abbia autorizzato un progetto tutt'altro che «definitivo» in quanto non in possesso dei requisiti prescritti dagli strumenti normativi in materia di opere pubbliche, disponendo un finanziamento di ben oltre 90 milioni di euro per la realizzazione del primo stralcio - chiosa Morrone -. Un opera peraltro nella bufera anche in seguito all'implicazione nello scandalo corruzione per le grandi opere e appalti truccati (Expo e Tav) dei vertici di "Italiana Costruzioni", l'impresa che si occupa della realizzazione del trasporto rapido costiero. Per tutti questi motivi e volendo fare chiarezza sulla natura del progetto, così come sui costi e l'impatto ambientale, abbiamo depositato un'interrogazione parlamentare per sollecitare il Ministero dei Trasporti a prendere posizione in merito al Trc, vigilando sull'esecuzione e la liceità dei lavori."

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