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Turismo, calano le presenze. Petitti (Pd): "Il governo non può più tacere"

"Il confronto con il resto dell'Europa è impietoso per il nostro Paese: secondo Eurostat nel 2013 in Italia è stato registrato un calo dei pernottamenti del 4,6% rispetto al 2012", evidenzia Petitti

"I dati pubblicati da Eurostat parlano chiaro: nel 2013 è cresciuto il turismo in quasi tutti i 28 Stati membri dell'Ue, salvo che in Italia. E' il momento che il ministero del Turismo e il governo ci dicano chiaramente cosa intendono fare per il settore, visto che del decreto 'Valore turismo' non si sa ancora nulla e che l'annunciata indagine conoscitiva deve ancora partire". Emma Petitti, deputato Pd riminese, annuncia dati alla mano un'interrogazione al ministro del Turismo Massimo Bray, sostenuta dai colleghi del gruppo Pd nella decima Commissione della Camera.

"Il confronto con il resto dell'Europa è impietoso per il nostro Paese: secondo Eurostat nel 2013 in Italia è stato registrato un calo dei pernottamenti del 4,6% rispetto al 2012. L'Italia si piazza al terzo posto fra i paesi più ricettivi, ma è quello dove il calo di presenze è stato maggiore. E nello stesso periodo quasi tutti gli altri altri paesi sono cresciuti, con il maggiore incremento in Grecia (+11,7%), ma anche Regno Unito (+6,5%) e Ungheria (+5,0%). Un trend che si riflette, per fortuna con percentuali in media minori, anche a livello locale, con il calo del 3% dei pernottamenti nel 2013 in provincia di Rimini".

A fronte di un simile scenario, sulla politica industriale per il turismo il governo non può tacere, accusa Petitti. "E' necessario fare di più per dare all'industria turistica la centralità che merita nel nostro Paese, i segnali dati con la legge di stabilità non sono sufficienti. Il presidente del consiglio Enrico Letta, nel chiedere la fiducia, aveva annunciato un decreto interamente dedicato al turismo. È ora di far seguire i fatti alle promesse". Più volte sono state indicate al governo le iniziativa da attivare immediatamente per recuperare quote di mercato e rendere il turismo competitivo, conclude la parlamentare. "Armonizzazione della tassa di soggiorno trasformandola in tassa di scopo, estensione delle agevolazioni fiscali alle ristrutturazioni degli hotel, velocizzazione delle procedure di visto sono solo alcuni degli interventi da mettere in campo subito".

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