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Turismo, sfogo dell'assessore Galli: "Si vuole sopprimere la promozione territoriale"

“Che a Roma il turismo sia praticamente da sempre agli ultimi posti nella considerazione di tanta classe dirigente non è una notizia", esordisce l'assessore provinciale.

"O si riaccentralizza la spesa per l’indispensabile promozione turistica all’estero dell’Italia (e allora perché cancellare l'ente?) o si continua ad attuare il federalismo della promozione (e quindi perché riformare il titolo V?)". E' lo sfogo dell’Assessore al Turismo della Provincia di Rimini, Fabio Galli. “Che a Roma il turismo sia praticamente da sempre agli ultimi posti nella considerazione di tanta classe dirigente non è una notizia", esordisce l'assessore provinciale.

"Che però ora si tenti di picconare in maniera contraddittoria anche le poche macerie di quel che rimane di una parvenza di promozione, è un salto di qualità che farebbe ridere se non ci fosse da piangere per i territori che vivono di quel pane - sostiene Galli -. La spending review ‘in forma di slide’ del commissario Cottarelli prevede la possibile soppressione dell’Enit, vale a dire dell’Ente che dovrebbe formalmente occuparsi della promozione del marchio Italia all’estero. Siamo stati spesso critici nei confronti di Enit, negli ultimi 10 anni ridotto a redigere bilanci in cui gli stipendi per il personale superavano il cumulo degli investimenti in valorizzazione del turismo italiano, ma nella logica ragionieristica di Cottarelli e del Governo c’è qualcosa che non torna. Insieme alla soppressione dell’Enit, è prevista e richiesta a gran voce dalla pressoché totalità della politica e della tecnica la riforma del titolo V della Costituzione per togliere alle Regioni quella autonomia gestionale e finanziaria fraintesa in ‘sprechi’".

"In tale partita è ovviamente compresa la promozione turistica, più o meno ridicolizzata negli ultimi mesi da politica, professionisti e media -prosegue l'assessore -. Ora, delle due l’una: o si riaccentralizza la spesa per l’indispensabile promozione turistica all’estero dell’Italia (e allora perché cancellare Enit?) o si continua ad attuare il federalismo della promozione (e quindi perché riformare il titolo V?). Evidentemente, con la priorità di tagliare ogni cosa con impeto ragionieristico, a Roma si sta individuando una terza via: eliminare la promozione centrale e sopprimere la promozione territoriale".

"Il risultato potrebbe essere il seguente - illustra Galli -. un Paese che vive di turismo che di punto in bianco si trova senza più alcun soggetto deputato a fare promozione turistica. Un record di autolesionismo, sulle ali di una demagogia cieca che invece di combattere l’uso distorto delle risorse economiche preferisce il nulla. Ma il nulla, per l’industria turistica italiana e locale, ha purtroppo un prezzo amaro: tracollo della competitività, incapacità di reggere all’aggressività della concorrenza, crescente sfiducia negli operatori".

"Sono ormai anni, e almeno 6 Governi, che il territorio riminese ripete come un mantra quelle individuate come priorità per risollevare un settore chiaramente senza strategia nazionale: dall’omogeneizzazione dell’Iva turistica rispetto ai Paesi concorrenti, al sostegno alla riqualificazione ricettiva, a una promozione sui mercati esteri finalmente intelligente e efficace - conclude -. Le risposte oscillano tra lo zero e le bizzarrie, tipo spot promozionali con la voce del Premier, qualche annuncio di una pianificazione strategica che si fa libro bianco dal destino misterioso. A questo punto, almeno si fa chiara e meno ipocrita la strategia che verrà adottata di qui in poi: meglio niente che qualcosa, così sbandieriamo un risparmio.”.

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