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Un consiglio comunale tematico sulla prostituzione, Gloria Lisi: "Non solo un problema di ordine pubblico"

La presidente del Gruppo Consigliare: "In una società che vuole vere relazioni di rispetto e uguaglianza tra uomini e donne, non si possa più accettare che i corpi delle donne siano pensati e accettati come "merce" da comprare"

Gloria Lisi lo aveva chiesto per l'8 marzo, ma è stato calendarizzato il 17, il consiglio comunale tematico sulla prostituzione fortemente voluto dalla presidente del Gruppo Consigliare "Gloria Lisi per Rimini" per quello che rappresenta "un tema particolarmente sentito dalla cittadinanza". Saltata la data simbolo, sarà comunque un momento in cui come spiega la stessa Lisi per porre "attenzione e riflessione sulle tante donne schiavizzate all’interno di quella che a partire dagli anni ’80 è diventata una vera e propria industria mondiale della violenza contro le donne povere, alimentata dalla cultura del patriarcato e della mercificazione del corpo femminile. Donne di cui mai si parla proprio nella giornata dedicata alle donne". "Ritengo di fondamentale importanza questo tema per la nostra città - prosegue la Lisi - in quanto sentito come problema sotto molteplici aspetti da parte della cittadinanza" perchè "in una società che vuole vere relazioni di rispetto e uguaglianza tra uomini e donne, non si possa più accettare che i corpi delle donne siano pensati e accettati come "merce" da comprare". 

"In un momento in cui la disoccupazione e la povertà femminile nel nostro paese, anche come esito della pandemia, hanno toccato livelli davvero preoccupanti e inaccettabili, aumentando la vulnerabilità alla violenza delle donne più svantaggiate e delle donne migranti, sui media assistiamo a un trattamento superficiale quando non di aperta pubblicità a nuove e pericolose forme di mercificazione dei corpi come mezzo per (teoricamente) arricchirsi. Il dibattito sulla prostituzione in Italia resta caratterizzato da una conoscenza scarsa o nulla delle leggi e del contesto internazionale. Pochi hanno chiaro l’intento della legge Merlin, che, come scrive la costituzionalista Silvia Niccolai, «chiuse le case di tolleranza, e così pose fine al sistema regolamentarista che rendeva legittimo sfruttare economicamente la prostituzione. Lo sfruttamento venne punito penalmente, l’attività della singola donna che si prostituisce no. Il principio generale affermato dalla legge è che il corpo di una donna non può essere oggetto di regolamentazione pubblica, perché questo offende, a un tempo, l’eguaglianza e la libertà di ciascuna, e mette a repentaglio tutte le coordinate di una convivenza civile». Una sentenza della Corte Costituzionale nel 2019 ha confermato la piena costituzionalità della legge Merlin, con la motivazione che la prostituzione, anche volontaria, è «una attività che degrada e svilisce l’individuo, in quanto riduce la sfera più intima della corporeità a livello di merce a disposizione del cliente»".

"Un’indagine conoscitiva promossa dalla senatrice Maiorino e approvata dal nostro Senato ha infine concluso, in accordo con le indicazioni del Parlamento europeo per la prevenzione e la repressione della tratta di esseri umani e la protezione delle vittime, che la direzione da seguire non può essere che di mantenere e rafforzare la legge attuale o di muoversi nella direzione del modello nordico che punisce la domanda di prostituzione e garantisce concreto sostegno e vie di uscita alle donne (e non solo donne) coinvolte. 
Ho pertanto informato la Presidente che sarà mia cura proporle una lista di invitate e invitati, che potranno autorevolmente illustrare questo tema, e ho colto l'occasione anche per anticiparle che vorrei poter illustrare il modello abolizionista nordico come proposta valida per sconfiggere l'aberrante fenomeno dello sfruttamento delle donne, come avevo avuto modo di presentare in occasione del Convegno del 27 maggio da me organizzato in Cineteca a Rimini. Già nel 2019, in occasione dell'8 marzo, ho avuto l'onore di organizzare un Convegno con Ilaria Baldini di Resistenza Femminista, e operatrice del centro antiviolenza CADMI di Milano, con il nostro centro antiviolenza Rompi il Silenzio, con la giornalista e attivista per i diritti delle donne Julie Bindel e con l’attivista e sopravvissuta alla prostituzione Rachel Moran, che in quell'occasione ha presentato il suo libro Stupro a pagamento. Penso che la nostra città continui ad avere bisogno di un momento di confronto aperto, su un tema che emerge soltanto come problema di ordine pubblico a seguito dell'esasperazione dei cittadini, che subiscono la prostituzione sotto le loro case, ma che deve essere anche, anzi in primo luogo, affrontato all’interno del tema della violenza sulle donne, che ne costituisce l’essenza". 

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