Unione dei Comuni, Sacchetti (Pd) attacca i sindaci Bindi e Ciotti: "Non uscite, è un passo falso"

"Sono scelte motivate dall'egoismo e dalla rincorsa al sovranismo in favore del proprio microcosmo, con i cittadini che faranno le spese di questo isolamento"

Dopo i recenti salti in avanti dei sindaci di Morciano e San Leo Giorgio Ciotti e Leonardo Bindiche vogliono uscire dall'Unione dei Comuni, il segretario provinciale del Pd Filippo Sacchetti interviene nel merito di uno degli argomenti più caldi del dibattito amministrativo."Quello delle Unioni dei Comuni è un tema ricorrente nella discussione politica e istituzionale del nostro territorio . afferma Sacchetti - Lo è perché partecipano ai servizi associati 10 Comuni in Valmarecchia (+ Bellaria) e 8 in Valconca. Tradotto, ben 18 dei 25 della provincia. Ma non è ovviamente un tema solo numerico, bensì di sostanza e strategia territoriale: le Unioni raggruppano infatti realtà che costituiscono vallate che rappresentano le aree interne della provincia. Un entroterra fortunato sviluppatosi in un contesto di rara bellezza raccordato dalle linee blu dei nostri fiumi, un patrimonio storico, naturalistico ed enogastronomico di grande eccellenza che non vogliamo sprecare, ma al contrario valorizzare”.

Continua il segretario provinciale: “Valorizzare nel nostro linguaggio significa anche sostenere, creare condizioni di equità, dare a tutti i cittadini di un ambito territoriale omogeneo le medesime opportunità e offerte di servizi. Per questo sono nate le Unioni dei Comuni, per raggruppare piccole realtà e dare ai cittadini prospettive di qualità uguali a quelle delle realtà più grandi. La legge regionale che le ha istituite ha certamente bisogno di una revisione, ma il patrimonio di relazioni e di condivisione messo insieme in questi anni non può essere sprecato. Per questo il Partito Democratico della provincia di Rimini non appoggerà mai scelte scellerate come quelle portate avanti in questi giorni dal sindaco di Morciano in Valconca e da quello di San Leo in Valmarecchia".

Secondo Sacchetti sono scelte motivate dall’egoismo e dalla rincorsa al sovranismo in favore del proprio microcosmo, "con i cittadini che faranno le spese di questo isolamento” incalza Sacchetti, in crescendo: “Ciotti e Bindi hanno fatto i conti dei benefici per la propria comunità? E hanno pensato alle ricadute per le comunità circostanti? Hanno provato a pensare quanto l’Unione abbia sostenuto in questi anni servizi per tutti con una struttura autonoma, servizi che adesso dovranno essere ripresi in casa? Parliamo di servizi sociali, polizia locale, sportello unico per le imprese. Non dettagli minimali e irrilevanti. Si parla di carne viva dei cittadini. Attenzione alle facili speculazioni nel breve col rischio di leccarsi le ferite nel lungo termine. Ecco perché per il Partito Democratico la parola “Unione” resta un valore. Chiediamo quindi ai sindaci, a tutti i sindaci, di rimettersi al tavolo, anche assieme alla Provincia e soprattutto alla Regione, per ricostruire le condizioni ottimali per la gestione dei servizi associati. La Regione ha un ruolo chiave e attivo e non può essere bypassata. In Valmarecchia c’era un percorso di condivisione, ad esempio sull’idea di una ri-organizzazione dell’ente non più a 10, che Bindi ha completamente dribblato e disatteso. Se ne assumerà le sue responsabilità. L’idea di un’organizzazione a due velocità doveva essere presa in considerazione seppur nello sguardo d’insieme e seppur tenendo fede ai principi di solidarietà e comunità che nel corso di questi difficili anni ci hanno reso certamente più forti”.

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E chiudere con un appello: “Per questo diciamo ai sindaci “ripensateci!” e a Bindi e Ciotti “non fatelo!”. Questi consigli comunali fatti all'oscuro della cittadinanza, senza coinvolgimento, senza dare la possibilità ai cittadini di assistere, rendono tutto ancora più opaco e macchinoso. Cosa che può farci pensare che sia più importante il rispetto di un "ordine di scuderia" che del parere dei propri cittadini. Queste esperienze meritano qualcosa di più. I nostri cittadini meritano amministratori coesi e uniti che lavorano insieme, attorno a un tavolo, con volontà di fare bene e non fuggire dai problemi".

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