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Università, Petitti (Pd): "Abolire il numero chiuso e i test di ingresso"

Petitti osserva che bisogna intervenire definitivamente sul tema dell’accesso all’università, questione cruciale per qualsiasi Paese

No a qualsiasi forma di selezione all'accesso universitario: vanno aboliti il numero chiuso e i test di accesso ai corsi di laurea. E' ciò che prevede la proposta di legge "Abolizione dei test di accesso ai corsi universitari, norme per l’accesso ai corsi universitari e sostegno agli studenti capaci e meritevoli anche se privi di mezzi" sottoscritta dal deputato Pd riminese Emma Petitti con l'obiettivo di ritornare all’accesso libero all’università.

Mentre sono in corso le iscrizioni alla prova di selezione per la facoltà di Medicina e chirurgia dell'Università di Bologna, prevista per l'8 aprile alla Fiera di Rimini, Petitti osserva che bisogna intervenire definitivamente sul tema dell’accesso all’università, questione cruciale per qualsiasi Paese. "L’idea di istituire dei test di ammissione ai corsi di laurea ha finito per costruire e consolidare un sistema che penalizza gli studenti, impedendo il libero acceso alla formazione universitaria e il diritto allo studio condizionando, di conseguenza, la vita di molti giovani. E' inaccettabile che ormai quasi il 60% dei corsi di laurea sia caratterizzato da queste barriere e non è certo un caso se tre premi nobel del calibro di Rita Levi Montalcini, Dario Fo, Louis J. Ignarro e docenti come Margherita Hack e Massimo Cacciari definirono il numero chiuso un sistema socialmente discriminante che non premia i migliori e non meritocratico".

Le statistiche mostrano inoltre che a parità di competenze, conoscenze e abilità conseguite durante gli studi ordinari, hanno maggiori possibilità di superare i test di ammissione gli studenti che hanno frequentato corsi di preparazione extrascolastici, continua la parlamentare. "La preparazione extrascolastica è prerogativa di pochi visti i costi eccessivi, e in un periodo di forte crisi significa per molte famiglie precludere ai propri figli la prospettiva di un percorso universitario".

Il disegno di legge prevede quindi di eliminare il sistema dell’accesso programmato e abolire il numero chiuso; introdurre percorsi di orientamento per tutte le classi terminali delle scuole superiori, affidandoli a studenti-senior e ricercatori esperti che operino come tutor; attuare dei monitoraggi periodici per l’accesso ai corsi, da concordare con gli stessi studenti in procinto di diplomarsi, sulla base delle loro inclinazioni e potenzialità per favorire il loro successo formativo; rimuovere tutti gli ostacoli che scoraggiano i ragazzi dall'acquisire un'istruzione superiore, istituendo un "reddito di formazione" da assegnare ai meritevoli in base al merito ed al reddito familiare.

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