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Valmarecchia Futura: "Bene i fondi regionali, ma serve un'infrastruttura adeguata"

Il Comitato: "Troppi buoni intendimenti in questi anni sono rimasti tali. Scende il numero di abitanti anche perché scende il numero delle imprese"

Il Comitato Valmarecchia Futura plaude alla destinazione di fondi regionali all’Unione Comuni Valmarecchia per il triennio 2021-23, ma evidenzia anche i dati dell’esodo di imprese dalla vallata alta a quella bassa e ribadisce la necessità di un’infrastruttura adeguata. "La consigliera Nadia Rossi riferisce di 821.000 euro in un triennio. L’entità del sostegno non consentirà l’attuazione di particolari progetti, ma va evidenziato l’obiettivo: “una nuova centralità ai territori, processi di digitalizzazione, l'infrastrutturazione viaria”. Sono temi decisivi per il futuro e il rinnovato interesse della Regione Emilia-Romagna sul tema ‘viabilità’ in Valmarecchia speriamo precluda all’affronto complessivo dello ‘stato di abbandono’ in cui versa il territorio. Si tratta infatti di fondi regionali commisurati a popolazione e superficie delle aree, che evidentemente penalizzano il territorio, che negli anni ha visto la continua diminuzione della popolazione residente e delle imprese".

Prosegue il Comitato: "Negli ultimi 15 anni l’Alta Valmarecchia ha perso oltre 1.000 abitanti, la Bassa Valmarecchia li ha aumentati di 3.400. E’ il risultato di scelte che di fatto hanno isolato comuni che la Regione mostra di voler valorizzare. Troppi buoni intendimenti in questi anni sono rimasti tali. Scende il numero di abitanti anche perché scende il numero delle imprese: dal referendum del 2009 (ingresso dei Comuni in Alta Valle dalla Provincia di Pesaro) e fino alla vigilia dell’emergenza Covid, le imprese dell’alta Valmarecchia sono scese del 13,5%, con 252 chiusure (77 negli ultimi cinque anni) ed oggi sono 1.635. Percorso inverso per le imprese della bassa Valmarecchia, cresciute nello stesso periodo di 145 unità (3.270 fino a prima del Covid). Evidente l’obbligo di spostarsi più verso il mare a causa delle difficoltà anche logistiche e per sopravvivere. Abitanti che abbandonano e aziende che se ne vanno impoveriscono un territorio che al contrario avrebbe tutte le opportunità per svilupparsi, anche a vantaggio dell’economia turistica qualora fosse davvero raggiungibile in tempi normali. Una ‘nuova strada’, una Marecchiese diversa da questa, certamente rispettosa dell’ambiente ma utile a connettere il territorio con quanto lo circonda, è un passo decisivo in ogni strategia di sviluppo. Aspettiamo notizie dall’Unione Comuni Valmarecchia, destinataria dei fondi. Serve unità, serve una visione d’insieme, il presupposto per ottenere risultati a vantaggio della comunità".

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