Vertice degli amministratori Pd sui bilanci degli enti locali

Sindaci, assessori al bilancio, segretari comunali: oltre una cinquantina di amministratori locali hanno gremito ieri sera la sala del Buonarrivo per seguire l'incontro organizzato dal Partito democratico di Rimin

Sindaci, assessori al bilancio, segretari comunali: oltre una cinquantina di amministratori locali hanno gremito ieri sera la sala del Buonarrivo per seguire l'incontro organizzato dal Partito democratico di Rimini e affrontare in dettaglio il tema dei bilanci di previsione 2012. Tra i presenti anche i sindaci Andrea Gnassi, Massimo Pironi, Stefano Giannini, Piero Cecchini, Giorgio Pruccoli, insieme ad alcuni primi cittadini della Valmarecchia e Valconca. Relatori Nerio Rosa, dirigente Regione Emilia-Romagna esperto di finanza e contabilità degli enti locali, e Paolo Pirazzini, direttore regionale Lega Autonomie, introdotti dal segretario provinciale Pd Emma Petitti e da Daniele Imola, responsabile enti locali Pd Rimini.

“Il problema dei bilanci di previsione 2012 è l'incertezza – ha esordito Nerio Rosa -. Ci manca ancora una serie di numeri per ragionare di Imu e pressione fiscale, nella manovra Monti i passaggi parlano di stime e non di dati precisi. Mentre le norme sono molto chiare sul versante del patto di stabilità”.  Di “municipale”, in questa fase, l'Imu ha solo la “m” nell'acronimo, ha esemplificato Rosa. Non solo, infatti, il 50% del gettito derivante dagli immobili diversi dall'abitazione principale viene incamerato dallo Stato, ma automaticamente i Comuni si vedono ridurre i trasferimenti in misura pari alla differenza fra l'Imu raccolta e l'introito che si otteneva invece con l'Ici. “Ulteriore difficoltà è capire l'Ici 2010 da cui partire per il confronto: i dati Mef Istat non concordano con quelli dei Comuni e ci sono differenze fra le banche dati catastali e quelle dei singoli enti locali. Sull'Imu c'è una variabilità complessiva che consente a fatica di fare stime”. Una disomogeneità di dati che per i Comuni più grandi si traduce nella disponibilità o meno a bilancio di diversi milioni di euro.

Secondo grande problema, ha continuato Rosa, è il patto di stabilità, a cui entro il 2014 saranno soggetti tutti i Comuni (così come le Unioni dei Comuni sotto i 1000 abitanti), nonché le società affidatarie in house. “Ad ogni euro prelevato deve corrispondere un servizio. Ma le regole del patto non lo consentono: in questa fase si chiede infatti ai Comuni di accantonare il 16% della spesa media corrente 2006-08. Significa che a fronte di un prelievo di 100, si rischia di rendere in servizi 90. Legato al patto c'è poi il problema del debito: dal 2013 gli enti con un debito pro-capite superiore alla media nazionale (930 euro) saranno chiamati a restituirlo. Il patto blocca infine i pagamenti alle imprese creditrici degli enti locali, con il rischio concreto di mettere in crisi l'intera economia diffusa”.

“Il Pd e i suoi amministratori non si sottraggono alla necessaria assunzione di responsabilità nel gravoso compito di condurre il Paese fuori dalla crisi – ha affermato Emma Petitti-. Nei limiti degli spazi di autonomia che la manovra nazionale restituisce agli enti locali intendiamo dimostrare che è possibile chiedere sacrifici in modo equo e solidale, a garanzia della tenuta del nostro sistema. La difesa dei servizi è obiettivo indispensabile per il mantenimento della coesione sociale delle nostre comunità”.

“Gli amministratori Pd devono essere protagonisti del ridisegno del sistema delle autonomie – ha sollecitato Daniele Imola -. Piuttosto che subirlo, si può iniziare ad anticipare dal basso le scelte che calate dall'alto diventano difficili da gestire: razionalizzare la spesa e i servizi, realizzare le Unioni di comuni. Individuare risparmi possibili ci permetterà di alzare la voce sul patto di stabilità”.

“Siamo in un cambio di fase evidente – ha commentato Paolo Pirazzini -. Il tema del riordino degli enti locali non si può affrontare in maniera estemporanea come avvenuto ad esempio per le Province, staccandolo da un ridisegno complessivo dell'assetto istituzionale del paese. I Comuni si trovano in situazioni diverse gli uni dagli altri (si pensi al tessuto immobiliare che varia da territorio a territorio) e saranno costretti a fare scelte differenti. Occorre rilanciare il tema dei patti territoriali”, ovvero gli accordi tra differenti soggetti locali (imprese, enti locali, associazioni industriali e del lavoro...) per individuare obiettivi di sviluppo condivisi, da realizzare attuando programmi di interventi produttivi ed infrastrutturali integrati.

La realtà muta velocemente e la responsabilità chiama ad un nuovo modello di amministrare, hanno osservato nei loro interventi i sindaci, come Massimo Pironi e Andrea Gnassi. Questa fase è anche l'occasione di valutare in modo strutturale il fabbisogno di entrate certe per ogni amministrazione, per renderle meno vincolate a voci straordinarie o improprie per la spesa corrente. Un esempio è quello dell'utilizzo finora fatto degli oneri di urbanizzazione, peraltro in calo verticale dovuto alla crisi del comparto edilizio. Manovre che si traducono pesantemente su famiglie e imprese spingono a usare con parsimonia la leva fiscale disponibile per gli enti locali, privilegiando per quanto possibile la leva patrimoniale e non gravare sui redditi. Fondamentale, inoltre, continuare l'impegno per la semplificazione amministrativa e la sburocratizzazione e per la lotta diffusa e concertata all'evasione fiscale.

Tra le proposte emerse per contribuire all'elaborazione di un nuovo assetto istituzionale, anche la “provocazione” lanciata da Massimo Pironi per la creazione di un'Unione dei comuni della zona sud. Le Unioni dei Comuni, dentro un ridisegno organico e coerente dell'assetto istituzionale statale, regionale e locale, dovranno infatti costituire sempre più lo strumento per rendere più produttiva la spesa pubblica e più efficace l'azione degli enti territoriali.

 Il Pd di Rimini attraverso il lavoro che sta svolgendo continuerà a garantire sostegno e ad affiancare i suoi amministratori in questa fase, in cui la partita dei bilanci degli enti locali è divenuta una parte fondamentale della manovra economica nazionale fino a snaturare il lavoro che le amministrazioni locali devono compiere. L'obiettivo è costruire un nuovo patto sociale che permetta di affrontare il cambiamento. Il percorso proseguirà sin dai prossimi giorni con nuovi incontri che si svilupperanno con le parti sociali e con la prossima direzione provinciale del Pd dedicata specificamente alla manovra e ai bilanci locali.

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