Abuso di voucher per il lavoro occasionale, Arlotti interroga Poletti

Arlotti chiede quindi a Poletti "di effettuare verifiche su tale utilizzo massiccio dei voucher per eventualmente sanzionare e reprimere l'uso improprio di tale strumento

Da strumenti ideati per favorire l'emersione del lavoro irregolare, i voucher per il lavoro occasionale sono diventati uno strumento abusato che contribuisce a diffondere il lavoro precario, soprattutto nel settore del turismo e fra i giovani. Per questo il deputato Pd riminese Tiziano Arlotti ha presentato un’interrogazione al ministro del Lavoro e politiche sociali, Giuliano Poletti, per chiedere di effettuare verifiche e attivare un apposito Osservatorio per ridimensionare l’utilizzo dei buoni lavoro.

“I voucher sono stati introdotti nel 2003 ed estesi poi a tutti i settori produttivi. Il Decreto legislativo 81 del giugno di quest’anno ha innalzato il limite massimo del compenso che il prestatore può percepire da 5000  a 7000 euro nel corso di un anno – ricorda Arlotti -. Il  valore nominale del buono orario  è  fissato  in  10  euro e i lavoratori che usufruiscono dei voucher non hanno alcun diritto né tutele minime (non si matura il trattamento di fine rapporto, non si maturano ferie, non si ha diritto alle indennità di malattia e di maternità né agli assegni familiari, non si matura il diritto al sussidio di disoccupazione). Secondo il centro studi Datagiovani, gli under 35 rappresentano ormai più della metà degli occasionali (54,1%). Una situazione molto lontana dalle intenzioni iniziali con cui erano stati introdotti i buoni lavoro”.

I dati dell’Osservatorio sul lavoro occasionale accessorio Inps indicano un’impennata del numero voucher venduti fra il 2012 e il primo semestre 2015. Significativo il dato dell’Emilia-Romagna. “La nostra Regione, sede del distretto turistico più importante d’Europa con la Riviera Adriatica, mostra per il periodo 2012-2015 (primo semestre) una variazione complessiva dell’uso dei voucher sempre più elevata di quella nazionale, così come in Emilia-Romagna aumenta in modo significativo il peso percentuale del turismo sul totale dei voucher venduti: dall’8% del 2012 (211.859) al 15,7% del primo semestre 2015 (1.003.272) - afferma -. E’ ipotizzabile che considerando anche luglio, agosto e settembre la percentuale salga al 20%”.

“E’ importante comparare i dati citati a quelli che invece indicano un calo delle assunzioni nel settore del turismo pur in un’annata positiva per arrivi e presenze sulla Riviera (da gennaio a settembre 2015  ha registrato un incremento del 9,6% degli arrivi, e del 5,4% delle presenze) - continua Arlotti -, calo addebitabile molto probabilmente proprio al ricorso al lavoro attraverso all’utilizzo dei voucher”. Circa il numero di lavoratori a livello nazionale, fra il 2012 e il 2014 le tendenze mostrano un progressivo incremento del numero di lavoratori prestatori di lavoro accessorio.

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Nel caso dell’ Emilia Romagna le dinamiche sono ancor più sostenute, con tassi di variazione dei lavoratori impiegati con voucher che registrano sia per il 2013 che per il 2014 valori superiori rispetto alla variazione nazionale, e ancor più nel settore del turismo, dove fra il 2012 e il 2014 la percentuale di prestatori di lavoro accessorio nel settore turismo sul totale è passata dall’8,6% (3.359 lavoratori) al 22,2% (26.433)”. Arlotti chiede quindi a Poletti "di effettuare verifiche su tale utilizzo massiccio dei voucher per eventualmente sanzionare e reprimere l'uso improprio di tale strumento, e di attivare un apposito Osservatorio del Ministero del Lavoro congiuntamente con l’Inps per fornire dati nel dettaglio sul tipo di prestazione e numero dei lavoratori impiegati con i voucher, allo scopo di ridimensionare il ricorso allo strumento". 

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