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Voucher centri estivi per diversamente abili, "L'Amministrazione chieda scusa e intervenga"

Nota- Questo comunicato è stato pubblicato integralmente come contributo esterno. Questo contenuto non è pertanto un articolo prodotto dalla redazione di RiminiToday

Ogni volta che sentiamo l’Amministrazione Casadei lodarsi di aver ridotto le spese del Comune ci preoccupiamo di capire dove hanno deciso di tagliare dei servizi, altro che risparmio ed efficienza. Lo abbiamo visto con le spese per il personale: facile fare i risparmi con meno addetti. Poi però i servizi perdono di qualità, perché non c’è chi li eroga.

Lo stesso è accaduto con i servizi sociali, su cui l’Amministrazione Casadei continua a puntare il dito, lasciando intendere che siano spese superflue quando, al contrario, sono effettivamente servizi alle famiglie e alle persone più fragili, indispensabili in una comunità come la nostra, proprio perché il Comune è il principale e spesso l’unico punto di riferimento per queste persone.

Il caso è quello sollevato nei giorni scorsi da un’accorata lettera ai giornali inviata dai genitori di un bambino certificato, ovvero l’Avviso pubblico per l’assegnazione di contributi (vocuher) per il sostegno ai bambini e adolescenti diversamente abili che nell’estate 2022 frequenteranno centri estivi. Il problema è che l’Avviso è stato formalmente pubblicato solo il 7 luglio, mentre i centri estivi sono già partiti tra il 6 e il 13 giugno in tutta la Provincia di Rimini!

Come avrebbero dovuto fare i genitori di questi bambini e ragazzi? Nessuno di loro ha il dono della preveggenza, ma nemmeno gli Amministratori del nostro Comune hanno dimostrato un grande senso della pianificazione. Certi servizi e aiuti vanno programmati per tempo, con le dovute coperture e gli Avvisi si fanno prima che inizino i servizi a cui sono dedicati, come abbiamo sempre fatto noi negli anni passati. Un brutto passo falso, non c’è che dire, che denota ancora una volta una scarsa attenzione verso il Sociale da parte di questa Amministrazione.

Ci aspettiamo una netta inversione di tendenza, a iniziare dal caso in oggetto, formulando le dovute scuse alle famiglie interessate e proponendo quando prima una soluzione al disagio che hanno arrecato, lasciando tutti questi bambini senza un educatore che li coinvolga e che si prenda cura di loro, come invece ne avrebbero avuto diritto.

Speriamo solo che non si vantino, come fatto finora, di aver ridotto le spese. Questi non sono risparmi, sono tagli ai servizi e a farne le spese sono le famiglie che ne hanno bisogno.

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