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Mercoledì, 28 Settembre 2022
Politica

Zoccarato (Lega) attacca il candidato del Pd Gnassi: "Peone attaccato alla poltrona"

Il consigliere del carroccio spara a zero sull'ex sindaco: "Ha preteso il salvagente del listino proporzionale, consapevole del concreto rischio di perdere il suo collegio a Rimini”

 “A dire il vero chi non molla la poltrona è proprio Andrea Gnassi che dopo una legislatura in Regione, è stato presidente della Provincia per quattro anni dove ha dimenticato totalmente l'entroterra ed esacerbato i rapporti con San Marino, e sindaco di Rimini per dieci. Talmente incollato alla poltrona, che ha preteso il salvagente del listino proporzionale, consapevole del concreto rischio di perdere il suo collegio a Rimini”. Così in una nota la replica del consigliere leghista Matteo Zoccarato a Gnassi. “Un primo cittadino - prosegue l'attacco dell'esponente del carroccio - Gnassi, tanto amato quanto odiato in città. Obiettivamente, guardando certi risultati fallimentari, i consensi ottenuti in un decennio hanno premiato più l’appartenenza politica e l’immagine glamour, costruita ad arte e ben veicolata dagli uffici stampa, che non le effettive capacità. Dai fallimenti sulla sicurezza, al disastro pesantissimo dell’impianto di depurazione, dal disinteresse per certi quartieri ai progetti faraonici destinati all’autocelebrazione, sino ad arrivare alla viabilità insostenibile e a parcheggi inesistenti. Tutto parla di un Gnassi mediocre amministratore ma eccellente imbonitore. Ma si sa, a molte persone piace la gente che piace, mentre non approfondiscono quali siano i bilanci di un’amministrazione e i costi rapportati ai risultati effettivi. Tutto, finora, è andato liscio a Gnassi, come dire…ha sempre giocato in casa. L’unico rimpallo sonoro l’ha preso giocando fuori casa, ma sempre in regione, dove non ce l’ha fatta a sedere sulla poltrona di presidente delle Fiere riunite di Bologna e Rimini, a cui si diceva aspirasse. Si mormora che a Bologna si sia preferito bloccare il progetto, nonostante fosse auspicato da tempo, aspettando un momento più propizio o forse un candidato più adatto caratterialmente. E forse anche la sua attuale candidatura è funzionale ad un riposizionamento generale. Sta di fatto che, spedito Gnassi a Roma dove si spera non farà danni, molte strade si aprirebbero per competitor più di sostanza che di immagine. E che Gnassi sappia già che da ‘peone’, nei banchi della minoranza, potrà solo spingere un bottone per dire ’no’ ai provvedimenti del futuro Governo appare evidente dai suoi manifesti elettorali e dai primi video. Si dice abbia scelto i migliori consulenti d’immagine, ma neppure questi professionisti sono riusciti a ritrarlo come un vero e sincero ‘combattente’. Viso corrucciato, nervoso e annoiato, già pronto a denunciare quanto il futuro governo non fa per rimini; sarebbe questo il candidato che lotta per la Romagna e i romagnoli? Via, caro Gnassi, torna con i piedi per terra e non offendere l’intelligenza dei riminesi e dei romagnoli, soprattutto non offendere chi lavora da anni concretamente per la Romagna con quella supponenza che ti contraddistingue”.

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