menu camera rotate-device rotate-mobile facebook telegram twitter whatsapp apple googleplay

Giornata mondiale contro l'Aids: calano le infezione in regione, i dati del Riminese

In Emilia-Romagna chi effettua il test Hiv può, gratuitamente e nella stessa occasione, effettuare anche un l'esame sierologico per il Covid-19

Nel 2019 24 nuovi casi di Hiv nel ravennate: sierologico gratis a chi effettua il test

Emilia-Romagna sono sempre meno le persone che contraggono l’infezione da Hiv: i nuovi casi nel 2019 sono stati 209, rispetto ai 220 dell’anno precedente. Ma resta purtroppo ancora alto il numero di chi arriva a una diagnosi tardiva: è successo nel 58% dei casi, e il 43% delle persone era già in Aids o in una fase molto avanzata dell’infezione al momento della diagnosi. Un problema dovuto principalmente a una errata bassa percezione del rischio in alcune fasce della popolazione.

Ecco perché, in occasione della Giornata Mondiale contro l’Aids in programma martedì 1 dicembre, la Regione Emilia-Romagna insieme a HelpAids lancia una nuova campagna di sensibilizzazione e comunicazione, “Proteggersi, proteggere - Vivere con l’HIV oggi”. Una iniziativa che vuole coniugare l’attenzione alla prevenzione, diffondendo buone pratiche per evitare il contagio, con quella alla diagnosi precoce, e insieme combattere stereotipi e pregiudizi nei confronti delle persone positive all’Hiv o malate di Aids. Una campagna che quest’anno dispone anche di un ulteriore strumento molto concreto: da fine novembre, per decisione della Regione assieme alle Aziende sanitarie, in Emilia-Romagna chi effettua il test Hiv può, gratuitamente e nella stessa occasione, effettuare anche un test sierologico per il Covid-19.

“Vediamo ogni anno calare il numero di nuove diagnosi di Hiv: non possiamo che esserne felici, ma non siamo di certo soddisfatti - dichiara Raffaele Donini, assessore alle Politiche per la salute - Lo saremo pienamente solo quando riusciremo ad arrivare a una diagnosi precoce per tutti i casi. Invece ancora più della metà delle persone scopre il virus solo quando è già troppo tardi, e quindi quest’anno abbiamo avuto un aumento, seppur ridotto, degli emiliano-romagnoli che hanno sviluppato la malattia conclamata, l’Aids. Tutte le ricerche ci dicono che ciò accade perché dell’Hiv si parla ancora poco e male, perché ci sono ancora tanti pregiudizi nei confronti delle persone sieropositive, e questi stereotipi portano a pensare che l’Hiv non possa mai riguardarci da vicino”.

“Per questo motivo - prosegue Donini - quest’anno la nostra campagna vuole raccontare la normalità dell’Hiv, le storie di tante persone che convivono con il virus: una rassicurazione per chi sta iniziando il suo percorso di lotta, certamente, ma anche un monito per ricordare che non bisogna mai abbassare la guardia, adottare ogni precauzione e insieme non avere paura o vergogna di effettuare i test di controllo. Non per caso abbiamo scelto di rendere disponibile gratuitamente un test sierologico per il Covid-19 a chi effettua i controlli per l’Hiv: vogliamo aumentare lo screening contro il Coronavirus, certamente, ma crediamo anche sia importante aumentare la sensibilità di tutti nei confronti del test per l’HIV”. 

I dati in Emilia-Romagna al 31 dicembre 2019

In Emilia-Romagna in dieci anni, dal 2010 al 2019, le nuove diagnosi tra i cittadini residenti sono quasi dimezzate, passando da 388 a 209 e mettendo a segno, quindi, un -46%. Calo che si è fatto ancor più rilevante negli ultimi anni, considerando che nel 2015 i nuovi casi erano 291, scesi a 285 nel 2016, 220 nel 2018 e arrivati, appunto, a 209 (165 uomini e 44 donne) nel 2019, con un’incidenza del 4,7 ogni 100mila abitanti. I dati, elaborati dal Servizio prevenzione collettiva e sanità pubblica della Regione Emilia-Romagna, fotografano la situazione dello scorso anno e dell’arco temporale 2006-2019.

Esaminando l’intero periodo di sorveglianza sanitaria, tra le persone sieropositive il 74% è maschio, il 31% ha dai 30 ai 39 anni, il 68% è italiano. La classe di età più colpita è quella tra i 20 e i 49 anni (78%), i casi di sieropositività sono invece modesti tra i più giovani e negli ultracinquantenni. L’incidenza tra i maschi è 11,4 casi ogni centomila abitanti, tra le femmine è 3,8. Le persone straniere con Hiv sono poco meno di un terzo del totale (32%), sensibilmente più giovani rispetto agli italiani e prevalentemente di sesso femminile.

La modalità di trasmissione principale (88% nel 2019) è quella sessuale. Il 47% di tutti i casi è dovuto a trasmissione eterosessuale e purtroppo la percezione del rischio tra gli eterosessuali è molto bassa: solo il 14% dei sieropositivi l’ha dichiarata come motivazione del test di diagnosi. Le persone giunte tardi alla diagnosi lo scorso anno sono state 122: il 58% dei nuovi casi; in particolare, al momento della diagnosi il 43% delle persone era già in Aids o in una fase molto avanzata dell’infezione. I residenti in Emilia-Romagna che hanno sviluppato la malattia conclamata, quindi l’Aids, sono stati 59 nel 2019 (53 nell’anno precedente).

Analizzandole provincia per provincia, le nuove diagnosi di Hiv nel 2019 sono state 47 a Bologna (con un’incidenza di 4,6 casi ogni centomila abitanti), 30 a Modena (incidenza 4,2), 24 a Ravenna (incidenza 6,1), 22 a Parma (incidenza 4,9) e Rimini (incidenza 6,5), 21 a Forlì-Cesena (incidenza 5,3), 20 a Reggio Emilia (incidenza 3,8), 13 a Piacenza (incidenza 4,5) e 10 a Ferrara (incidenza 2,9). Test Hiv e sierologico, gratis e in un’unica occasione. In Emilia-Romagna, da fine novembre 2020, è offerta la possibilità alle persone che eseguono il test HIV di effettuare gratuitamente nella stessa occasione un test sierologico per evidenziare la presenza di anticorpi al nuovo Coronavirus.

L'iniziativa, oltre a favorire la partecipazione allo screening per Covid-19, ha in particolare l'obiettivo di sensibilizzare i cittadini sull’importanza del test Hiv, soprattutto in un periodo in cui la pandemia e le misure necessarie per il suo contenimento hanno inciso sulle possibilità di accesso al test. L’opportunità di effettuare il test sierologico, con adesione su base volontaria, è rivolta a tutti coloro che effettuano il test Hiv e sono assistiti in Regione. È possibile effettuare il test presso i centri Test&Counselling e gli ambulatori dedicate alle infezioni sessualmente trasmesse. Il test Hiv può essere svolto in anonimato, mentre per aderire al test sierologico, e solo per questo, occorre rilasciare le proprie generalità per essere ricontattabili in caso di positività.

"Oggi specialisti come infettivologi e virologi, media e politica sono doverosamente concentrati sul dramma Covid - ricorda il consigliere regionale del Pd, Nadia Rossi. - Questo però non deve far abbassare la guardia su un altro virus, che soprattutto in passato ha lasciato dietro di sé troppe morti e tanto dolore.  Il 1° dicembre si celebra infatti la giornata mondiale contro l’AIDS, un’occasione per ricordare come la consapevolezza e la responsabilità individuale siano alleati fondamentali del servizio sanitario nella diagnosi e controllo per contenere l’infezione da Hiv. I dati diffusi in questa occasione in Emilia-Romagna consegnano a Rimini un triste primato: su 209 nuove diagnosi nel 2019, la provincia con la più alta incidenza dei nuovi casi ogni centomila abitanti – 6,5 – è Rimini. La prevenzione e l’informazione sono sicuramente i pilastri su cui costruire la lotta alla diffusione dell’Aids e delle malattie sessualmente trasmissibili. A livello regionale sono stati fatti passi importanti per allargare il più possibile la platea di chi richiede il test, diffondere l’uso dei contraccettivi, agire con maggiore tempestività per raggiungere livelli sempre più alti di diagnosi precoce. Segnalo l’iniziativa della Regione Emilia-Romagna che da novembre consente di fare il test sierologico per il Covid gratuitamente a chi richiede quello per l’Hiv. Sicuramente bisogna intervenire su strategie e strumenti che a livello territoriale non sono ancora completamente uniformati per ottenere maggiore efficacia. Sono ancora troppi i casi in cui la malattia viene diagnosticata quando è già in una fase avanzata, rendendo meno utili le cure. Addirittura, il 58% delle nuove diagnosi è avvenuta tardivamente. Tornare ad accendere i riflettori sulla lotta all’Aids, provare a portarla avanti con messaggi più innovativi rispetto al passato può essere la chiave che ci aiuta a migliorare ulteriormente e con decisione i buoni risultati che in questi ultimi anni stiamo riscontrando, ma che ancora non possiamo permetterci di ignorare". 

Argomenti
Condividi
In Evidenza
Benessere

I 5 DPI più efficaci per contrastare il Covid-19

Attualità

Famija Arciunesa premia i vincitori del concorso "Vota il presepe"

Attualità

"Fellini Calls", successo per la tre giorni dedicata al regista premio Oscar

Ultime di Oggi
Potrebbe interessarti
In primo piano
Torna su

Canali

RiminiToday è in caricamento