Le volontarie del Punto Rosa tra le 40 certificate per l'attività in Senologia

Nella lotta ai tumori la realtà santarcangiolese si è contraddistinta anche a Milano

Si è concluso a Milano il primo corso di “Management del Terzo Settore - Advocacy e strumenti gestionali per chi opera in ambito salute. Focus sul volontariato nei centri di senologia”. L’associazione il Punto Rosa, unica presente per l’Emilia-Romagna, si è distinta per la partecipazione e per il coinvolgimento. La Presidente Patrizia Bagnolini e la Vice Presidente Cristiana Zavatta hanno frequentato tutti gli otto incontri del Master, raggiungendo gli obiettivi “più conoscenza e formazione” preposti per la gestione di chi opera nel terzo settore  e in particolare per quanto riguarda i Centri di Senologia “Breast Unit”. Con il conseguimento dell’attestato del Corso di Alta Formazione “Management del Terzo Settore - Advocacy e strumenti gestionali per chi opera in ambito salute”, il Punto Rosa vuole continuare ad esserci nel territorio cercando di diventare sempre più autorevole come punto di riferimento nelle Breast Unit dell’Ausl Romagna .

Dopo 50 ore d’aula, Europa Donna Italia e Altmes tirano le somme con 88% di gradimento generale sull’approfondimento dei seguenti temi:  Attività di advocacy; Accreditamento delle Associazioni nelle breast unit; Normative del Terzo Settore, adeguamento statutario e certificazione delle Associazioni; Strategie per l’organizzazione interna di un’Associazione; Le opportunità della filantropia nel nostro Paese; Processo regolatorio dei farmaci, studi clinici, effetti collaterali e situazioni avverse; Panoramica su PDTA regionali ed aziendali

La Presidente di Europa Donna Italia Rosanna D’Antona sostiene: “Per rispondere a questi desiderata, per dare un aggiornamento costante e per avere sempre più volontarie qualificate stiamo lavorando per creare un appuntamento annuale, L’esperienza di questa edizione ha evidenziato il grande desiderio delle associazioni di volontariato della senologia di conoscere meglio il sistema sanitario in cui operano, di assumere un approccio più manageriale nella gestione delle proprie realtà e di acquisire capacità utili per la creazione del consenso e della negoziazione. In altre parole, di essere un interlocutore qualificato e di peso nelle decisioni delle aziende ospedaliere in cui operano e nelle decisioni sanitarie regionali”.

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