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Ospedali "critici", la Regione ordina più visite a casa: "Seconda ondata covid è molto elevata"

L'assessore Donini sollecita le aziende Ausl ad investire ulteriormente sulle Usca, al momento ridotte a 60 di cui 18 in Romagna, al fine di rispondere alle esigenze dei cittadini

La situazione epidemiologica in Emilia-Romagna è "molto peggiorata nelle ultime settimane". La seconda ondata del Covid, sottolinea l'assessore regionale alla Sanità Raffaele Donini, è un'onda "molto elevata" e "nonostante uno sforzo che credo sia unico a livello nazionale gli ospedali sono oggi in una situazione di grande criticità". Eppure le Usca (Unità speciali di continuità assistenziale, ndr), il vanto della prima ondata (l'Emilia-Romagna fu la prima a formare i team di medici e operatori per cacciare il virus 'casa per casa'), si sono ridotte a 60. Come ha spiegato martedì Donini al question time, ce ne sono infatti sei attive a Piacenza, quattro a Parma, 12 a Reggio Emilia, sette a Modena cinque a Bologna, tre a Imola, cinque a Ferrara e 18 in Romagna. Non bastano: per questo Donini ha chiesto alle aziende di "aumentare il numero e le prestazioni".

"Tenuto conto del perdurare della fase emergenziale- riferisce l'assessore in aula- l'assessorato ha sollecitato le aziende Ausl ad investire ulteriormente sulle Usca al fine di rispondere con più puntualità alle esigenze della comunità cittadina". Fuori degli ospedali, ha ricordato ancora l'assessore nella sua risposta in aula, ci sono anche gli ambulatori 'mobili'. La novità però "è l'accordo con i medici di medicina generale, attualmente coinvolge 358 medici e 62 operatori sanitari che hanno erogato complessivamente 86.438 prestazioni a domicilio". Tutto ciò non è sufficiente per la Verde Silvia Zamboni, che numeri alla mano chiede una inversione di rotta: "si conferma un calo rispetto al tetto di 81 Usca attive di primavera e da agosto sono aumentate solo di tre unità. Sono soddisfatta per l'impegno dell'assessore a premere sulle Ausl - conclude poi - ma devo rilevare con disappunto che c'è questo calo rispetto alla prima fase dell'epidemia".

In un'altra risposta fornita al question time Donini ha fornito le cifre sull'impiego dei nuovi tamponi rapidi: ne sono stati forniti 720.000 alle Ausl dopo la gara effettuata dalla Regione, a cui si aggiungono i 19.000 (altri 25.000 sono in arrivo) dalla struttura commissariale. Ne sono stati distribuiti 200.000 ai medici di famiglia, mentre i restanti sono destinati "agli screening nelle cra, alle scuole e alle indagini epidemiologiche".

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