Vaccini obbligatori e scuola, "i certificati Ausl non sono arrivati e la privacy blocca le scuole"

“Sulla comunicazione riguardo all’obbligo vaccinale per iscriversi a scuola ci troviamo ancora in una situazione di caos più totale nonostante manchi appena una settimana all’inizio dell’anno scolastico"

“Sulla comunicazione riguardo all’obbligo vaccinale per iscriversi a scuola ci troviamo ancora in una situazione di caos più totale nonostante manchi appena una settimana all’inizio dell’anno scolastico. La stragrande maggioranza delle famiglie non ha ancora ricevuto l’annunciata autocertificazione dalle ASL mentre la possibilità, annunciata da Regione e Ufficio scolastico regionale, che le aziende sanitarie possano comunicare direttamente ai Comuni e ai gestori dei servizi educativi lo stato vaccinale dei bambini, è stata di fatto sconfessata da una recente decisione del Garante per la privacy".

"A questo punto chiediamo che la Regione sospenda queste procedure e le faccia valutare proprio dal Garante”. È questa la richiesta di Raffaella Sensoli, capogruppo regionale del Movimento 5 Stelle, contenuta in una interrogazione indirizzata alla Giunta e che cerca di riportare un po’ di ordine nel caos in cui sono piombate migliaia di famiglie emiliano-romagnole alle prese in questi giorni con la comunicazione delle certificazioni dell’obbligo vaccinale per poter iscrivere i loro figli ai nidi, materne e scuole dell’infanzia. “Le lettere che l’ASL doveva inviare alle famiglie entro il 10 settembre in moltissimi casi non sono mai arrivate obbligando così i genitori a produrre in fretta e furia delle autocertificazioni – spiega Raffaella Sensoli – In più le procedure che erano state individuate dalla Regione e dall’Ufficio scolastico regionale sono state di fatto sconfessate da una recente decisione del Garante della privacy che riguarda la Toscana che ha negato la possibilità alla Regione stessa di far inviare l’elenco dei bambini vaccinati e non vaccinati dalle ASL alle scuole in modo che gli istituti potessero prendere provvedimenti di espulsione o multe”.

Una possibilità prevista anche in Emilia-Romagna e sancita proprio nel vademecum inviato alle scuole lo scorso 25 agosto dove si specificava che per quanto riguarda i bambini iscritti ai nidi “le Aziende Usl sono già in possesso degli elenchi dei bambini iscritti e comunicheranno lo stato vaccinale direttamente ai Comuni/Gestori dei servizi educativi”. “Un metodo che sembra essere in netto contrasto con quanto recentemente sancito dal Garante e che per questo andrebbe immediatamente verificato – conclude Raffaella Sensoli – Per questo chiediamo che si sospenda questa procedura e che si invii tutta la regolamentazione al Garante per una verifica attenta e rispettosa della privacy dei bambini e delle loro famiglie”.

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