Ora legale: l’Italia ha detto “no” all'abolizione

Niente abolizione del cambio da ora legale a ora solare e viceversa. L’Italia ha detto “no” per tre motivi, ma la decisione finale spetta al Parlamento e Commissione europea

Il cambio dell’ora è salvo, ma solo per ora. L’ultima parola spetta a Parlamento e Commissione europea. 
Intanto domenica 31 marzo 2020 tornerà l'ora legale. Sposteremo le lancette in avanti di un'ora, dalle 2 alle 3 del mattino, per poi tornare di nuovo all’ora solare il prossimo 27 ottobre. E se tutto va bene continueremo a cambiare l’ora perché l'Italia ha detto di no all'abolizione del passaggio dall'ora solare a quella legale e viceversa. 

Il Governo Conte ha, infatti, comunicato a Bruxelles la decisione di mantenere il cambio dell’ora.  3 i motivi di non appoggiare l’abolizione dell’ora legale. Ecco quali sono:

1. Mancanza di valutazione su vantaggi e svantaggi:

La prima motivazione evidenziata dal governo italiano è la «mancanza di una valutazione d’impatto dalla quale si possa evincere, in modo esaustivo, il quadro dei vantaggi e degli svantaggi». Non ci sono prove scientifiche, cioè, che quei due piccoli cambiamenti di fuso orario possano davvero danneggiare l’equilibrio psico fisico.

2. Di natura economica 

Grazie all’ora legale l’Italia e gli italiani risparmiano soldi. Questo perché per sei mesi l’anno è possibile accendere le luci un’ora dopo. Al documento depositato a Bruxelles il governo ne ha allegato un altro, preparato da Terna, il gestore dei tralicci dell’alta tensione, che quantifica questo risparmio in 100 milioni di euro l’anno.

3. Dubbi sulle singole scelte degli Stati membri

La terza e ultima perplessità riguarda la possibilità che le differenti scelte degli Stati membri possano creare differenze di fusi orari, mettendo a rischio il corretto funzionamento del mercato comunitario. Si vorrebbe fare ordine, ma c’è il rischio di aumentare il caos. Per questo l’invito dell’Unione europea potrebbe non rispettare i "principi di proporzionalità e sussidiarietà

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Ora tocca a Parlamento e Commissione europea. La discussione sull’ora legale avverrà nei prossimi mesi nelle sedi di Bruxelles. I Paesi del Nord Europa si dicono contrari all’ora legale perché da loro d’estate fa buio più tardi e non hanno necessità di spostare in avanti le lancette per risparmiare sui consumi energetici. I Paesi del Sud, come l’Italia, sostengono il mantenimento del cambio ora legale/ora solare perché consente di guadagnare un’ora di luce in estate e ce ne fa recuperare un’altra nelle mattinate invernali.

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