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Sabato, 26 Novembre 2022
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Piada dei morti, preparazione e curiosità sulla dolce “piadina” romagnola

La piada dei morti è un dolce tipico romagnolo arricchito con la frutta secca.

La “Piada dei Morti” o “Pida di Murt” è una tipica prelibatezza della cucina romagnola, che si consuma a novembre nei giorni della commemorazione dei defunti. Nonostante il nome possa trarre in inganno, non si tratta di una vera e propria piadina ma di una focaccia dolce ricca di frutta secca: mandorle, noci, pinoli e uvetta.


La ricetta
Ingredienti:

  • 200 g di farina 00 
  • 75 g di zucchero semolato 
  • 50 g di pinoli 
  • 50 g di uvetta ammollata in mezzo bicchiere di vino sangiovese 
  • 30 g di noci sgusciata 
  • 30 g di olio d’oliva 
  • 15 g di lievito di birra 
  • un pizzico di sale 
  • acqua tiepida


Preparazione:
Sciogliere il lievito di birra in un pò di acqua tiepida, un pizzico di sale e aggiungere la terza parte della farina (80 g). Lavorare il composto fino a ottenere un impasto elastico e lasciare lievitare per mezz’ora.

Nel frattempo, versare la farina rimasta in una ciotola, unire lo zucchero semolato, l’uvetta sultanina, i pinoli, le noci sgusciate, l’olio d’oliva e il mezzo bicchiere di vino sangiovese in cui era stata ammollata l’uvetta sultanina.

Mescolare bene gli ingredienti della piada dei morti e unire al panetto lievitato. Lavorare bene l’impasto sul tagliere e dividerlo in sei palline. Schaicciarle con il palmo della mano fino ad ottenere dei dischi alti qualche centimetro che dovranno essere riposti su una placca ricoperta con un foglio di carta da forno.

Lasciare lievitare i dischi fino a quando raddoppieranno il loro volume. Una volta ben lievitati, cuocere in forno a 170° per circa 20 minuti.

Il consiglio furbo

Per evitare che la piada dei morti indurisca perdendo buona parte della sua fragranza, sarà necessario tenere abbastanza molle l’impasto. Lavoriamo perciò bene farina e zucchero per ottenere un impasto chiaro dalla consistenza soffice, facendo attenzione a sciogliere bene gli ingredienti solidi della ricetta.


La ricetta per la preparazione di questa squisitezza ormai non ha più segreti per noi, ma da dove trae la sua origine?


La storia della piada dei morti

La Romagna Celtica
L'origine della Piada dei Morti non è da ricercare negli anni più recenti, né tanto meno nelle radici cristiane di questa terra. Bensì al tempo in cui l’odierna Romagna era sotto la dominazione celtica. 

Dunque, più che di storia dovremmo parlare di leggenda. Simile peraltro a quelle di origine anglosassone che si raccontano proprio per la festa di Halloween. 
Scopriamole insieme. 

Le prime tenebre di Ognissanti, che per i Celti era il primo giorno dell’anno, sancivano l’apertura della porta di comunicazione tra poco mondo dei vivi e quello dei morti. Per ingraziarsi gli spiriti, la popolazione preparava dolci “d’occasione”. Uno di questi, particolarmente ricco e sostanzioso, sarebbe stato un antenato della piada dei morti. Ricetta che con qualche adattamento è arrivata fino a noi.

Pùca e Mazapègul: i folletti dispettosi
La commemorazione dei defunti e Ognissanti (1 e 2 novembre) e la notte di Halloween (31 ottobre) sono collegate ad una festa pagana di origine celtica. Il giorno di Samhain (“la fine dell’estate”) cadeva durante la notte di Ognissanti e segna l’inizio della stagione più fredda. Era considerato il Capodanno celtico, data che segnava la fine di un tempo e l’inizio del nuovo. 
In questo giorno importante per la popolazione dell’età precristiana, si festeggiava la fine del raccolto: In particolare si ringraziava per gli ultimi frutti della terra utili ad affrontare il freddo invernale in arrivo. Secondo la tradizione celtica la rimanenza degli ultimi raccolti veniva lasciata ai defunti e alle entità ultraterrene in visita al mondo dei vivi, ed ai Pùca, folletti dispettosi e malvagi.

Allo stesso modo, anche tra le popolazioni delle aree rurali romagnole era diffusa la credenza dell’esistenza di piccoli folletti domestici, i Mazapègul, anch’essi molto dispettosi, che facevano il loro ritorno soprattutto durante le ore di questa notte.


L'accoglienza romagnola non conosce limiti
Proprio in Romagna, durante la notte di Ognissanti, i defunti (benevoli o vendicativi) erano soliti tornare nelle proprie case o vagare per le città. Per questo motivo, le famiglie preparavano tavole imbandite, Piada dei morti e letti per poter far sentire a casa gli insoliti ospiti. Sempre accoglienti, i romagnoli! Dalla tradizionale ospitalità e dal timore di qualche dispetto da parte dei defunti vaganti, nasce la Piada dei Morti, una squisitezza gastronomica composta dalle leccornie di stagione.

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