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Pranzo di Pasqua, cosa mettere in tavola

Tagliatelle, agnello, uova e colomba la tradizione vive sulle tavole riminesi nonostante il lockdown

Speravamo in una Pasqua da celebrare al ristorante o fuori città e, invece, anche quest’anno sarà una Pasqua casalinga a causa delle restrizioni per contenere il Coronavirus. Nonostante questo, da buoni romagnoli, non si rinuncia a festeggiare né tanto meno alla buona cucina anche sarà per pochi intimi.  

Ma, quali sono le tradizioni culinarie pasquali più famose a Rimini?

A Rimini le tradizioni culinarie pasquali del pranzo domenicale iniziano con l’uovo, da sempre immagine della vita. Nella tradizione cristiana, questa è la Resurrezione di Cristo. Il guscio rappresenta la tomba, che si rompe, dentro la quale si trova la vita.

Nella maggior parte delle tradizioni l’uovo, benedetto in chiesa la domenica delle Palme – si fa sodare e viene messo nel piatto del commensale. In silenzio, dopo la preghiera, ognuno pulisce il proprio uovo e lo mangia. Così comincia ogni pranzo di Pasqua. Tradizione vorrebbe, inoltre, che il guscio anziché cestinata nell’immondizia, venisse bruciato nel camino, in quanto parte di un’unità benedetta. Il problema è che di camini, nelle case di oggi se ne trovano pochi. Ma poco male, per chi avesse la fortuna di averlo può mantenere la tradizione.

E dopo l’uovo?

Sulle tavole riminesi all’ora di pranzo si prediligono tagliatelle e strozzapreti, magari al ragù, o con un sugo di verdure. Come antipasto solitamente non si rinuncia al classico tagliere di salumi romagnoli con piadina, stracchino e rucola, fritatina e verdure sott'olio. Molti mangiano il salame a colazione con la pagnotta pasquale per iniziare bene la giornata di festa. Se, invece, si vuole iniziare leggeri ai salumi si preferiscono antipasti di verdure di stagione – o ancora carciofi, asparagi.

E come secondo non può mancare il piatto principale: l’agnello, simbolo per eccellenza della Pasqua cristiana. Ma c’è chi predilige grigliata con salsicce, costine di maiale, braciola di maiale, pancetta. Non mancano mai i contorni, in particolare le patate al forno, l'insalata mista e le verdure grigliate o gratinate. 

Un pranzo pasquale senza la colomba, non si può definire tale. La colomba, infatti, è il dolce per eccellenza di questa festività, altro simbolo cristiano. Si tratta di un simil-panettone a guisa di colomba. 

E si finisce come si è cominciato con l’uovo, non più benedetto, ma di cioccolato. Il valore simbolico rimane lo stesso – con tanto di sorpresa – ma si aggiunge un valore di gusto non indifferente: quello del cioccolato.

??Se siete stanche delle uova di cioccolata, una valida alternativa potrebbe essere la crema fritta.

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