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Sant'Agata omaggia il simbolo del paese: inaugurato l'Ecomuseo del tartufo

Visite guidate e degustazioni, video e immagini, un percorso ‘profumato’ e affascinante

Il rapporto tra il tartufo bianco pregiato e l’ambiente in cui vegeta è imprescindibile, un perfetto equilibrio di elementi naturali che costituiscono uno straordinario ecosistema: da qui l’idea e il nome di “Ecomuseo” per il nuovo progetto realizzato dalla Pro Loco di Sant’Agata Feltria. L’Ecomuseo del Tartufo, inaugurato sabato alla presenza del direttore di Visit Romagna Chiara Astolfi, del presidente Pro Loco Stefano Lidoni, del vicesindaco del Comune agatense Franco Vicini, alla presenza di numerosi ospiti istituzionali, rappresentanti delle forze dell’ordine, dell’imprenditoria e della cultura, è l’ennesima scommessa vinta dall’associazione del borgo dell’alta Valmarecchia. L’idea nasce tre anni fa, l’accordo con l’Amministrazione Comunale guidata dal sindaco Guglielmino Cerbara per il recupero dell’edificio arriva già l’anno successivo, l’impresa viene portata a termine con l’attuale amministrazione, grazie al Gal e ai finanziamenti europei raccolti.

Il tuber magnatum pico, simbolo del paese, ha così un Museo dedicato
L’edificio che contiene l’esposizione, interattiva, è di circa 100 mt quadrati. Il Museo si compone di gigantografie con immagini suggestive e significative del mondo dei tartufi (il cane, il tartufaio, la vangella, ecc), poi immagini e descrizioni del tema tartufo, filmati e documentari dei luoghi dell’oro dei boschi con il commento di esperti.  Viene raccontata con immagini, foto e oggetti anche la “cerca” del prezioso tubero, e la gastronomia che lo vede assoluto protagonista, sulle tavole più ricercate ma anche nelle case dei boungustai. Nel touch screen a disposizione i più curiosi potranno trovare tutte le risposte circa lo straordinario mondo di questo fungo; la sua storia, la sua tradizione, il suo ciclo biologico, la scelta del cane, la fiera nazionale l’associazione “Città del Tartufo” e cento altre cose ancora, gustose e “profumate”.

Il progetto porta la firma di Fulvio Bettini, geometra comunale e volontario Pro Loco, le fotografie e i filmati, gli arredi e i contenuti scientifici, i commenti ai filmati, fino alla voce narrante (una giovane doppiatrice santagatese), l’intero Ecomuseo è una sfida realizzata dalla Pro Loco. – fa notare orgoglioso il presidente Lidoni – Una scommessa vinta. Il risultato è un lavoro di elevata qualità, frutto non solo della passione e della ‘visionarietà’ dell’associazione, ma anche della esperienza e professionalità maturata negli anni, con la gestione di Rocca Fregoso ee soprattutto della realizzazione della Rocca delle Fiabe”.

ecomuseo tartufo - sant'agata feltria - luglio 2021-2

“L’Ecomuseo unisce ambiente, cultura e gastronomia in un unico spazio, ed è un simbolo positivo. – fa notare il vicesindaco di Sant’Agata Feltria, Franco Vicini – Un edificio ormai anacronistico e inutilizzabile, un ex mattatoio abbandonato e semicrollato, è stato recuperato con fondi europei e reso splendido grazie all'impegno economico e volontario della Pro Loco. È un esempio di collaborazione e sinergia che funziona per il bene del paese. Ma Ecomuseo testimonia anche un altro risultato. Se in precedenza il ‘tartufo’ era legato esclusivamente alla Fiera Nazionale, seppur notissimo e presa annualmente d’assalto da decine di migliaia di visitatori, ora Sant’Agata può mettere a disposizione un centro storico dalle diffuse eccellenze ambientali; ristoranti dove gustare il prezioso tubero, qualche imprenditore locale che vende a chilometri zero questo frutto dei nostri boschi incontaminati. L’Ecomuseo è il tassello che mancava a questo quadro, una vera gemma”.

Successivamente l’edificio sede dell’Ecomuseo si ‘amplierà’ con la realizzazione di un piccolo soppalco interno, mentre grazie ad un accordo con i fratelli Giampaolo e Vittorio Ceccaglia l’area adiacente sarà adeguatamente sistemata per ospitare serate a tema”.

“Il nome ‘Ecomuseo’ è azzeccatissimo – assicura l’esperto Marco Davide Cangini – ribadisce l’imprescindibile rapporto tra il tartufo bianco pregiato e l’ambiente in cui vegeta, un perfetto equilibrio di elementi naturali che costituiscono uno straordinario ecosistema nel quale fiorisce e si sviluppa questo prodotto della terra, incontrastato re della tavola”.

L’ingresso all’Ecomuseo del Tartufo costerà 2 euro. Nel mese di agosto 2021, l’Ecomuseo osserverà i seguenti orari: 10-12; 15-18. Lunedì e martedì chiuso. In settembre, visite su appuntamento.
 

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