Martedì, 16 Luglio 2024
social Verucchio / Via Ponte

La celebre trattoria compie 60 anni, rinfresco e mostra in onore del fondatore stroncato dal Covid

Era il 1° aprile 1962 quando Adolfo Zaganti e la moglie Eurosia aprirono i battenti di quello che era un bar-osteria-alimentari con l’intenzione di trasformarlo in una vera e propria cucina romagnola di famiglia

Era il 1° aprile 1962 quando Adolfo Zaganti e la moglie Eurosia aprirono i battenti di quello che era un bar-osteria-alimentari con l’intenzione di trasformarlo in una vera e propria trattoria. Ci riuscirono con il lavoro e il sudore, investendo energie e risorse per ampliarlo e renderlo fruibile con la realizzazione del doppio grande parcheggio che si affacciava su quella che oggi si chiama via Ponte ma era la Marecchiese. Dodici mesi fa proprio di questi tempi, il maledetto Covid si è portato via il capostipite e la famiglia che ne ha condiviso la passione affiancandolo in cucina e in sala fino a raccoglierne il testimone dedica proprio a lui questo 60esimo compleanno celebrato con una particolare mostra fotografica alle pareti che racconta la storia del locale e della frazione e un rinfresco durante la giornata e il pranzo.

Adolfo aprì il Bar Trattoria Zaganti insieme alla moglie Eurosia, dando il la a una tradizione familiare che oggi vede al timone le figlie Maura e Laura al fianco della madre e di Andrea, marito di Maura che fa un po’ da Cicerone e portavoce di questo importante appunto che diventa occasione per condividere con i clienti affezionati e la comunità uno spaccato di storia locale.

Quella di Zaganti è una cucina di famiglia, si è sempre portato in tavola quello che si preparava in casa seppur con porzioni ovviamente da trattoria. Nessuno ha fatto una scuola ad hoc, la scuola è stata la vita contadina che ha insegnato ad allevare animali, trattare carni, fare il vino, lavorare le verdure. Tutto è partito così ed è rimasto tale, si sono sempre mantenuti i tratti originali della vera ospitalità romagnola. A mezzogiorno lavoriamo ancora più che altro con pranzi di lavoro di operai, ditte della zona e camionisti e la sera arrivano invece famiglie, coppie e gruppi di amici” premette. Ricordando: “Adolfo ed Eurosia ampliarono lo spazio che inizialmente occupava solo la casa storica dove oggi c’è il bar e a metà degli anni ’60 realizzarono la grande sala attuale, oltre al grande parcheggio che divide dalla chiesa. Poi acquistarono un terreno sull’altro lato della strada e vi ricavarono un secondo spazio di sosta che era più che necessario: si era infatti in pieno sviluppo industriale, qui passava la Marecchiese e i camion facevano avanti e indietro tutti i giorni. I lavoratori sono stati i primi clienti e come detto lo sono ancora oggi".

Era un altro mondo, che i Zaganti hanno deciso di testimoniare e condividere appunto attraverso la mostra fotografica. “Per i 60 anni abbiamo raccolto foto e immagini storiche della famiglia, della zona e del fiume Marecchia. Di un po’ tutta la frazione. Le abbiamo ricavate da vecchie cartoline, ne abbiamo acquistate alcune ma c’è anche qualche cliente affezionato che ce ne ha messe a disposizione. Vi si vedono aspetti ora scomparsi come il monte della cava, la ferrovia o il ponte che era più a monte di quello attuale e che era stato bombardato: la gente quando vede quello scatto sgrana gli occhi e ci chiede dove fosse”. Ed è proprio per ricambiare l’affetto e la fedeltà ricevuti in tutto questo tempo che dal 1° aprile alle pareti sarà affisso anche un quadretto con questo messaggio: “In questi 60 anni sono avvenuti grandi cambiamenti, ma l’impegno, i sacrifici e la passione della Famiglia Zaganti sono rimasti inalterati, mantenendo vivi i sapori e la tradizione della cucina Romagnola. Questo lungo cammino ha incontrato nel suo percorso tante persone che ci anno sostenuto, stimolato, aiutato e incoraggiato a proseguire. Allora è ai nostri clienti, al personale di oggi e di allora, agli amici che vanno i nostri ringraziamenti, perché insieme a tutti voi sentiamo la forza di una grande famiglia. Grazie di cuore a tutti”.

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