Euromobility, Rimini scivola nella seconda metà classifica

Il settimo rapporto sulla mobilità sostenibile fa i raggi alle 50 città principali: la nostra è 28esima

di Doug8888_Mobilità sostenibile

Il settimo rapporto di Euromobility dà il verdetto città per città: la nostra è 28esima su 50, senza nessuna eccellenza, né menzione speciale. Questo il responso del settimo rapporto sulla mobilità sostenibile, una graduatoria dei principali centri urbani italiani, elaborata da Euromobility con il contributo e il Patrocinio del Ministero dell’Ambiente e della Tutela del territorio e del Mare.

La classifica è stilata tenendo conto di molti indicatori: car sharing, bike sharing, mobility manager, presenza di auto di nuova generazione o alimentate a combustibili a più basso impatto ambientale (gpl, metano), funzionalità del trasporto pubblico, presenza di piste ciclabili e zone a traffico limitato e pedonali, dei dati sui parcheggi di scambio e a pagamento, di quelli sulla sicurezza, sulle flotte di veicoli comunali e sulla distribuzione delle merci in città, nonché delle iniziative di promozione e comunicazione a favore della mobilità sostenibile.
 
Le 50 città monitorate sono tutti i capoluoghi di Regione, i due capoluoghi delle Province autonome e le città con una popolazione superiore ai 100.000 abitanti. Il primo posto va a Venezia, che lo riconquista dopo due anni, aggiudicandosi il titolo di città più "eco-mobile" d'Italia. Sul podio ancora tutte città del nord con il secondo posto a Bologna e il terzo a Torino, al quarto posto arriva Parma. Milano si piazza in sesta posizione, Firenze in settima mentre Roma soltanto al ventesimo posto. Ancora nella “top ten” Bergamo all’ottavo posto, seguita da Padova e Genova. In fondo alla classifica della mobilità sostenibile Siracusa, Reggio Calabria e Potenza.

 “Questo settimo Rapporto - dichiara Lorenzo Bertuccio, Direttore scientifico di Euromobility - segnala che finalmente inizia a ridursi il tasso di motorizzazione, aumentano i veicoli a basso impatto in uso ai Comuni e alle loro aziende e riprende anche la crescita del numero di auto a metano e gpl, che raggiungono il 7.5% del parco nazionale circolante. Ma conferma, purtroppo, che ai servizi innovativi credono più i cittadini che i loro amministratori: se il bike sharing mostra una crescita a due cifre percentuali sia di utenti sia di biciclette, al car sharing si rivolgono sempre più cittadini ma le automobili diminuiscono del 2.4%”. Anche il Presidente Riccardo Canesi non fa salti di gioia, ma anzi bacchetta le amministrazioni “che dimostrano ancora di non aver compreso appieno quanto faccia bene alla salute delle città e a quella dei cittadini la mobilità attiva, l’uso cioè dei propri piedi e della bicicletta per gli spostamenti quotidiani. I percorsi in città sono ancora troppo poco sicuri e l’impegno sul piano culturale è scarso o addirittura assente”.

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