Una spiaggia sostenibile

Il bagno Giulia 85 di Riccione è il più ecologico d'Europa, piccoli accorgimenti per un impatto ambientale minimo, dai pannelli solari ai pavimenti che si lavano senza detersivi

Non siamo proprio abituati a passare in rassegna i propositi green di uno stabilimento balneare. Eppure, se un territorio per cui le spiagge sono vitali come in Riviera romagnola questo elenco di gesti di attenzione verso l’ambiente lo sistematizzasse, forse potrebbe persino fare la differenza.

Il copyright di questo approccio balneare sostenibile è del bagno Giulia 85 di Riccione, che ha scelto di investire per abbattere il proprio impatto sull’ambiente e per questa attitudine ecologica si è guadagnato, con il suo titolare Matteo Giovanardi, un posto nella rosa dei 5 finalisti del Premio Eco and the City Giovanni Spadolini nella sezione Settore Privato Impresa Virtuosa, un riconoscimento che premia la sostenibilità ambientale e la tutela del territorio.

Il Bagno Giulia è il primo stabilimento entrato a far parte del progetto provinciale sul turismo sostenibile “Agenda 21″, cimentandosi nel risparmio delle risorse e nell’utilizzo di tecnologie innovative e sostenibili. E se da un lato rappresenta un significativo indicatore di cambiamento della società proiettata verso un nuovo modo di vivere e formata da cittadini sempre più attenti alle scelte eco-sostenibili, dall’altro fornisce, anche nella pratica, molti spunti intelligenti e utili.
Innanzitutto il Bagno Giulia, opera dell’architetto Loris Casali,  è costruito con materiali a basso impatto ambientale e riciclati, i manufatti sono stati progettati secondo le linee architettoniche semplici della tradizione e applicando i principi di bioclimatica e bioedilizia, sostenibilità, risparmio energetico mediante solare termico e fotovoltaico, abbattimento delle barriere architettoniche, valorizzazione e riqualificazione paesaggistica con una scelta compositiva generale che privilegia visibilità e prospettive.

L’elenco delle sue abitudini sostenibili è lungo. Tanto per cominciare, sfrutta la sua vocazione solare utilizzando pannelli fotovoltaici, distribuiti sulle cabine, che consentono di produrre buona parte dell'energia che consuma e, fuori stagione, cedere quasi tutta la produzione alla rete elettrica. Poi, fa la raccolta differenziata con isole ecologiche, utilizza riduttori di flusso e rubinetti a tempo per il risparmio idrico, si serve di vasche di raccolta acqua proveniente dalle docce e di un impianto di recupero idrico per vaschette wc, di pannelli solari termici per il riscaldamento dell’acqua per il servizio docce e di ausili elettrici a basso consumo. E mette a disposizione di tutti i clienti un info point sempre pronto ad aggiornare su qualità dell’acqua del mare, dell’aria e dei raggi solari.

Per finire, la trovata più curiosa: un prodotto che fa sì che i pavimenti praticamente si puliscano da soli. Le superfici sono trattate con il "Surfashield", uno spray a base di acqua e biossido di titanio che, quando è colpito dai raggi del sole, innesca la decomposizione delle sostanze organiche, proteggendo i pavimenti da batteri e funghi e diminuendo consistentemente la quantità di detersivi che servono per pulirli.

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