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Sabato, 21 Maggio 2022
Altro Riccione

Fugge dalla guerra e torna in gara in Italia, atleta ucraino accolto nella famiglia del judo riccionese

Dima, alla sua prima gara italiana, ha dovuto affrontare subito tra gli atleti italiani più forti al trofeo “Città di Capriate” in provincia di Bergamo

La sezione Judo della Polisportiva Riccione non si è risparmiata nemmeno per il fine settimana del 1° maggio. A Castelmaggiore due storici atleti della Polisportiva sono tornati a calcare i tatami dopo due anni di pandemia e molti cambiamenti nelle loro vite. Simone Michelotti (81 kg - 19 anni) e Cecilia Tencati (52 kg - 20 anni) nonostante una serie di difficoltà e impegni scolastici e universitari che non hanno permesso loro di prepara la gara come avrebbero voluto, hanno comunque deciso di rimettersi in gioco alle qualificazioni per i Campionati Italiani Under 21. I due atleti che hanno iniziato da piccolissimi a fare judo in Polisportiva sono riusciti a conquistare il podio regionale e punti importanti per la tanto attesa cintura nera. Entrambi si sono classificati al terzo posto e in particolare, Cecilia ha vinto un incontro su tre, mentre Simone due su tre. Purtroppo per gli atleti romagnoli, nonostante l’ottima prestazione non è stato possibile staccare il pass per le finali di Ostia in quanto destinato ai primi due di ogni categoria.

Domenica 1° maggio è stata la volta di Dmytro Halic (detto Dima), giovane atleta ucraino fuggito dalla guerra e accolto nella famiglia del judo riccionese.  Dima, alla sua prima gara italiana, ha dovuto affrontare subito tra gli atleti italiani più forti al trofeo “Città di Capriate” in provincia di Bergamo: al primo incontro ha affrontato l’atleta di casa Alessandro Di Stefano, già medagliato ai recenti Campionati Italiani. L’ucraino ha subito inizialmente le azioni del bergamasco passando in svantaggio, per poi perdere definitivamente l’incontro a seguito di una rocambolesca azione di attacchi e contro attacchi valutata a favore dell’italiano. Successivamente Halic ha potuto nuovamente dimostrare il suo valore sconfiggendo prima un atleta comasco costretto alla resa da uno per strangolamento e quindi un altro lombardo per ippon (Ko del judo) durante i tempi supplementari. 

“Siamo orgogliosi dei nostri ragazzi commenta il Maestro Giuseppe Longo D.T. della sezione judo della Polisportiva Riccione -. Stanno uscendo da questo periodo durissimo e stanno iniziando a rimettersi in gioco. Purtroppo alle finali di Ostia andremo solo con Morgana De Paoli già qualificata di diritto, ma questo non toglie nulla alla brillante prestazione di Cecilia e Simone. Siamo certi che l’appuntamento è solo rimandato. Per Dima posso solo dire che è stata una gioia accoglierlo e un piacere seguirlo sul tatami. È un ottimo atleta e anche un bravissimo ragazzo. Spero che un giorno possa tornare nella sua terra da cui è fuggito con la madre e il fratellino. Per il momento la Polisportiva ha costruito una rete di solidarietà intorno a questi ragazzi, infatti mentre Dima si allena nel Dojo (la palestra di judo) il fratellino fa parte della sezione nuoto”.

Quella di Dima e della sua famiglia è una vera storia nella storia. Infatti, il ragazzino appassionato di judo scappa dalla sua Kiev bombardata a seguito della follia umana, e riesce a mettere in una borsa, pochi vestiti e il suo judogi (la divisa per fare judo).  Giunto a Rimini, grazie ai contatti lavorativi della madre con una notissima multinazionale della zona, continua a studiare in DAD e viene accolto dal maestro di judo della Polisportiva Riccione. Il giovane ucraino trova subito un ambiente amico, dove nonostante le difficoltà linguistiche riesce a ritrovare un po’ di normalità. “Ci teneva molto a gareggiare. Dima è un vero combattente. La cosa che mia ha più commosso dopo la gara sono stati i contatti telefonici con il padre, bloccato a Kiev, che gli ha dimostrato tutto il suo orgoglio per questa ritrovata nuova normalità - conclude il Maestro Longo".

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