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Domenica, 28 Novembre 2021
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Judo, la carica dei 700: atleti da tutta Europa per il Green Camp del campione Elio Verde

Ben 700 atleti da tutta Europa al Play Hall di Riccione per il Green Camp del campione Elio Verde, organizzato con la fattiva collaborazione della sezione Judo della Polisportiva Riccione

Al Green Camp 2021, evento pensato e voluto da Elio Verde, olimpionico di Londra 2012 e bronzo mondiale nel 2019, hanno partecipato decine di società e quasi 700 atleti si sono incontrati sui 1.300 mq di tatami appositamente allestiti al Play Hall di Riccione con la fattiva collaborazione della sezione Judo della Polisportiva Riccione, per un Camp che dà inizio alla nuova stagione agonistica italiana e mondiale.


Per la prima volta dopo le Olimpiadi di Tokyo si sono riviste insieme sul tatami le due medaglie di bronzo italiane Odette Giuffrida e Maria Centracchio. La prima ha ufficialmente iniziato la sua preparazione alle gare di qualificazione per Parigi 2024, partecipando all’intero stage, mentre Maria è stata la special guest dell’evento, prestandosi anche a combattere contro i giovanissimi atleti presenti che non vedevano l’ora di incontrare la vera sorpresa del judo italiano alle recenti Olimpiadi.


Lo stage ha visto la partecipazione di numerose delegazioni straniere, soprattutto dalla Polonia con 30 atleti della nazionale under 18 e due società indipendenti, grazie anche ai collegamenti diretti con l’aeroporto di Rimini. Altre delegazioni straniere sono state quella serba, spagnola, portoghese, francese e croata. In particolare quest’ultima era capitanata dall’allenatore della nazionale femminile Marjan Fabian che nelle ultime Olimpiadi ha conquistato 5 medaglie d’oro e 1 d’argento.  


Gli atleti presenti allo stage hanno potuto seguire le lezioni di tecnici d’eccezione fra cui lo spagnolo Javier Delgado Ichiban, grandissimo atleta più volte campione nazionale e oggi apprezzatissimo tecnico di spessore internazionale. Poi Girolamo Giovinazzo, vecchia gloria del judo italiano, che vanta nel suo palmares ben due medaglie olimpiche (argento ad Atlanta 1996 e bronzo a Sidney 2000). Infine, hanno potuto apprezzare anche le fantastiche note tecniche di Antonio Ciano, oggi tecnico delle Fiamme Gialle, già vicecampione d’Europa e olimpionico a Londra 2012.


“Lo stage è stato un successo oltre ogni aspettativa - commenta Giuseppe Longo organizzatore dell’evento e direttore tecnico della sezione Judo della Polisportiva Riccione -. Quando Elio mi ha contattato proponendomi la sua idea in un primo momento ho pensato fosse impazzito: in piena la pandemia, senza ancora conoscere i protocolli anti-Covid e soprattutto con la paura di ulteriori chiusure e restrizioni mi ha fatto inizialmente esitare. Poi, però, la voglia di normalità, di tornare a fare judo seriamente mi hanno fatto buttare in questa avventura e dopo una veloce consultazione con il presidente della Polisportiva Riccione, Giuseppe Solfrini ho confermato a Elio che la Polisportiva sarebbe stata al suo fianco, perché noi lavoriamo sempre per lo sport e per i nostri ragazzi. Dal punto di vista organizzativo è stata molto dura riuscire a mettere in pratica i protocolli anti-Covid, ma alla fine anche grazie alla collaborazione delle numerose società partecipanti anche questo aspetto è stato affrontato nel migliore dei modi. La più grande soddisfazione è stata quella di riuscire a portare sullo stesso tatami un numero impressionante di olimpionici: Giulia Quintavalle (Oro a Pechino 2008), Ylenia Scapin (Bronzo ad Atlanta 1996 e Sidney 2000), Lucia Morico (bronzo ad Atene 2004); Telma Monteiro (campionessa portoghese bronzo a Rio 2016 e con ben 15 medaglie fra cui 6 d’oro ai campionati d’Europa). Sulla scia dell’entusiasmo stiamo già programmando la prossima edizione, forse già il prossimo giugno.  Anche se oggi più del Covid, quello che ci preoccupa è che la sezione judo della Polisportiva Riccione, nonostante tutto il nostro impegno e i grandi risultati ottenuti con una nostra atleta che ha sfiorato la partecipazione all’Europeo Under 18, non abbiamo una palestra adeguata al nostro vivaio e stiamo rischiando di non poter ripartire con i corsi a pieno regime, mettendo in discussione anche gli eventi che da anni ormai organizziamo ma che trovano il loro fondamento nel volontario delle famiglie che frequentano i nostri corsi. In ogni caso noi siamo judoka, lottatori pronti a tutto per vincere e sempre pronti a rialzarsi dopo essere caduti e faremo del nostro meglio come sempre, sperando che le istituzioni si adoperino costruttivamente per aiutarci in questo momento in cui l’incertezza regna ancora sovrana”.
 

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