Mercoledì, 17 Luglio 2024
Calcio

Rimini calcio, mister Buscè: "L'aspetto umano è fondamentale. Voglio migliorare tutti i giorni"

"Non sono venuto per inventare calcio. Ho bisogno di imparare attraverso tutti, per me è importante anche la figura del magazziniere"

Comincia ufficialmente la stagione 2024/25 e il Rimini presenta il suo nuovo allenatore, Antonio Buscè, che succede a Emanuele Troise, passato all'Arezzo. Dopo aver allenato le giovanili dell'Empoli fino alla Primavera e trascorso la scorsa annata sulla panchina della Vibonese in serie D, arriva l'esordio da allenatore tra i professionisti. "Mi è sembrata la situazione giusta per me e con le persone con cui ho parlato abbiamo trovato feeling al primo incontro - racconta il tecnico -. Mi è sembrato il vestito adatto per me e c'è stata la scintilla. Conosco un po' l’ambiente Rimini perché qualche anno fa c'era mio figlio. La società secondo me l’anno scorso ha fatto un buon lavoro e anche il mister, dopo un inizio un po’ così e così, ha fatto ottime cose. Io cerco di portare entusiasmo, che non deve mancare, cerco di portare professionalità cercando di sbagliare il meno possibile, perché non sbagliare mai non è possibile. Sbagliare per poi migliorarsi giorno dopo giorno, quando vengo al campo a lavorare vengo a fare quello che mi piace fare, non deve essere una forzatura. Dopo tanti anni che ho giocato a calcio è una continuità, era una cosa che già mi piaceva quando giocavo a calcio, era una cosa che era già nella mia testa. Voglio migliorare tutti i giorni, voglio essere colui che si confronta con il direttore, con i giocatori, con lo staff per capire dove migliorare, dove sbagliare meno, dove fare qualcosa in più. Questa è la mia idea di fare calcio e questo mestiere. Sono un esordiente della categoria, non avevo la classica cordata che ti possa spianare la strada, ho dovuto sempre fare tutto da solo, rimboccarmi le maniche, lavorare, sacrifici, e soprattutto la voglia di imparare".

Che squadra vedranno i tifosi biancorossi in campo? "Io ho fatto dieci anni di settore giovanile ad Empoli e ho fatto tutta la trafila. È una cosa che mi è servita tanto perché un conto è quando giochi e un conto quando passi dall'altra parte. Negli anni ho avuto la fortuna di vedere maestri che sono passati da Empoli, con una mentalità e una metodologia che hanno fatto la differenza. Avere la mentalità di far migliorare non solo i giovani ma anche il “vecchietto” di 34 anni, la voglia far crescere tutti. Amo dialogare con i ragazzi perché prima di tutto sono degli esseri umani, non pensiamo che i calciatori siano delle macchine, ognuno ha i suoi pregi e i suoi difetti. L’aspetto umano è fondamentale, anche nella giornata storta bisogna pensare in positivo, la negatività non porta a nulla. Non mi piace essere una persona negativa, testa alta e guardare negli occhi le persone" risponde il tecnico. 

Completano lo staff tecnico il vice allenatore Francesco Nuti, il preparatore dei portieri Federico Agliardi, il preparatore atletico Stefano Valentini, il match analyst Filippo D'Alesio e l'addetto al recupero degli infortunati Alberto Galdiolo. "Per me Rimini deve essere un trampolino di lancio, non un punto di arrivo - dichiara Buscè -. Un qualcosa di diverso rispetto a quello che ho visto nel corso di tutti questi anni. Dobbiamo avere il coraggio anche di perdere una partita in più, ma alla lunga fare cose diverse ti porta ad avere grandi vantaggi. Sarà un campionato difficile, con squadre forti, allenatori preparati e giocatori bravi. Credo che la paura sia da essere umano perché ti porta a sbagliare meno, a cercare di vedere le cose con più equilibrio e attenzione per cercare di fare il proprio lavoro nel migliore dei modi, cercherò di trasmettere questo ai ragazzi. Per me c’è prima la parte umana, poi viene il calciatore e tutto il resto”.

Cosa ha chiesto la società biancorossa a mister Buscè? "Nulla - garantisce il diretto interessato -, la società voleva un allenatore con queste caratteristiche, ma non vuol dire che bisogna inventarsi la luna. Il direttore è una persona che pondera bene quando deve prendere una decisione, è stata una cosa di qualche mese, fino ad arrivare poi all'incontro e alla decisione di fare questo matrimonio. Non sono venuto per inventare calcio. Ho bisogno di imparare attraverso tutti, per me è importante anche la figura del magazziniere. Tutti sono importanti per la crescita mia, della squadra e della società".

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